di Camilla Sernagiotto

Se nel lontano 1843 lo Spirito del Natale Futuro fosse comparso a Charles Dickens dicendogli che, 172 anni dopo, il suo romanzo Canto di Natale avrebbe avuto come protagonista uno Scrooge tatuato à la Fedez e pieno zeppo di piercing su tutto il corpo, probabilmente lo scrittore non ci avrebbe creduto.
Se poi lo Spirito del Natale Futuro avesse rincarato la dose aggiungendo che la sua storia sarebbe stata non letta bensì guardata su piccoli "libricini virtuali" con cui si può addirittura telefonare, probabilmente Dickens sarebbe stato internato d’urgenza.

Ebbene, a distanza di 172 Natali, A Christmas Carol diventa una smart series da guardare su smartphone e tablet il 25 dicembre, collegandosi al sito cantodinatale.com. E la serie, composta da tre episodi della durata di un paio di minuti l’uno, è smart non solo per la fruizione ma anche per il modus narrandi: questo digital remake del classico natalizio si svolge interamente su uno smartphone, quello del protagonista, che è una specie di nipotino dello Scrooge dickensiano. Il ventenne Edo (scr00g3) Sarti è un bel ragazzo super tatuato, una sorta di Suicide Boy che, come le colleghe Suicide Girls, ama decorarsi l’epidermide con la china e ingioiellarsela con i piercing. Ma, nonostante a un primo sguardo possa sembrare anni luce di distanza rispetto al vecchio bisbetico Ebenezer Scrooge, Edo scr00g3 ne condivide totalmente l’idiosincrasia nei confronti del Natale.

Durante la Vigilia riceverà sul suo smartphone la visita di tre spiriti che gli mostreranno il Passato, il Presente e il Futuro.
Ovviamente adottando il linguaggio più consono agli iPhone e compagnia bella: dalle emoticon agli acronimi in voga tra i giovani, lo Smart Canto di Natale è così attuale che forse potremmo chiamarlo Rap di Natale.
Tra la navigazione a vista su Facebook ai messaggi su Whastapp passando attraverso la posta elettronica, Canto di Natale – La web series è un’Odissea contemporanea nel Natale targato 2015 e negli anni Duemila in generale.

Realizzata dall’autore televisivo Riccardo Milanesi, qui in veste di autore e regista, e da Mattia Zoratti, specialista in effetti visivi e animazione 3D che si è occupato di motion graphics e del montaggio della smart series, Canto di Natale versione 2.0 è un divertissement tecnologico da gustare sul proprio melafonino, tra una scorpacciata di tacchino e un morso di torrone.
Dulcis in fundo, la ciliegina sul panettone è Lorenzo Turni, il modello che ha prestato i natali a Scrooge e che farà gola (sempre che dopo questi pranzi luculliani ancora ci sia spazio) alle fan del suddetto Fedez.