di Michele Sancisi

 

Un regista e autore televisivo e teatrale di grande successo come Giampiero Solari (ha messo in scena i grandi show di Fiorello e Celentano, dirige la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e per Sky firma da anni i più fortunati eventi tv), un giovane "dramaturg" appena assurto all'Olimpo teatrale italiano come Stefano Massini (successore designato di Giorgio Strehler e Luca Ronconi alla guida del primo teatro nazionale, il Piccolo di Milano); infine un popolarissimo attor comico come Paolo Rossi, discepolo del Nobel Dario Fo e imprevedibile "guastatore" dell'entertainment tra televisione e palcoscenico: c'è la coalizione di questi tre talenti dietro allo spettacolo "Molière: la recita di Versailles" che ha appena debuttato al Teatro Strehler di Milano con la regia dello spesso Giampiero Solari e che poi attraverserà l'Italia in tournée.

 

 

 

Date queste premesse le aspettative erano molto alte e ciò potrebbe danneggiare lo spettacolo che abbiamo visto in una sala gremita e plaudente. Il consiglio invece è quello di approcciare questa scanzonata scorribanda a cavallo tra commedia dell'arte, prosa, cabaret e conferenza-spettacolo con lo stesso spirito con il quale è stata scritta ed allestita: ovvero un divertissement molto libero e fuori dagli schemi. Lo spettacolo è un canovaccio nello stile delle improvvisazioni comiche che il comédian Moliére e la sua compagnia dovevano preparare, spesso in poche ore, per accontentare i capricci quotidiani del re Sole Luigi XIV. Nelle due ore di spettacolo gli attori e i musici (ben 11 sul palco, una rarità, di questi tempi) devono più volte cambiare soggetto, ricucire trame precedenti (dal "Misantropo" al "Tartufo"), adattare e improvvisare a ruota libera, mentre sul fondale un orologio elettronico scandisce in countdown, come nei moderni quiz e talent-show, l'inizio della recita.

 

Come il protagonista dichiara in apertura, davanti al pubblico c'è una presenza multiforme: "un po' Paolo Rossi che interpreta Moliére, un po' Paolo Rossi che parla di Paolo Rossi che interpreta Moliére, un po' Paolo Rossi che vorrebbe essere Moliére, mentre non c'è Moliére che interpreta Paolo Rossi ahimé." Nella trama di fondo confluiscono mille altre cose, comprese parodie e battute sulla stretta attualità che strappano fragorose risate. Il divertimento del tutto fa passare in secondo piano alcuni cali di ritmo e ciò che si apprezza più di tutto alla fine è l'aver fatto una sorta di viaggio nel tempo che mette insieme e frulla anarchicamente modalità teatrali di secoli diversi, drammaturgia e vita quotidiana, alto e basso, Fo e Zelig. Uno spettacolo che ti porta continuamente dentro e fuori la rappresentazione, ora spettatore, ora complice. Una partitura molto viva e giovane servita da un gruppo di attori davvero bravissimi e affiatati che circondano il piccolo grande Rossi: spesso basta godersi questo per ricordarsi che cosa è veramente l'arte della recitazione.

 

Al Piccolo Teatro Strehler, fino al 24 gennaio, poi in tournée:

Correggio, Teatro Asioli, dal 26 al 27 gennaio

Bologna, Arena del Sole, dal 28 al 31 gennaio

Fano, Teatro Fortuna, dal 2 al 4 febbraio 

Carpi,Teatro Comunale, dal 5 al 7 febbraio

Genova, Teato della Corte, dal 9 al 14  febbraio

Santa Croce, Teatro Verdi, 16  febbraio

Empoli, Teatro Excelsior, 17  febbraio

Ferrara, Teatro Comunale, dal 18 al 21 febbraio 

Todi, Teatro Comunale, 23 febbraio

Ancona, Teatro delle Muse, dal 25 al 28 febbraio 

Scandicci, Teatro Aurora, 1 marzo 

Cuneo, Teatro Toselli, 3 marzo 

Venaria Reale, Teatro della Concordia, 4 marzo

Ventimiglia, Teatro Comunale, 6 marzo

San Donà del Piave, Teatro Metropolitano Astra, 8 marzo

Trieste: Teatro Rossetti, dal 9 al 13  marzo