di Fabrizio Basso

Potrebbe essere una delle sorprese del 2016. Si chiama Jack Garratt ha 24 anni e si presenta vincendo il Best Critics’ Choice Award: prima di lui hanno portato a casa, tra gli altri, Adele, Florence e the Machine, Ellie Goulding, Emeli Sandé, Sam Smith e James Bay Il suo disco d'esordio è Phase preceduto dal singolo Worry. Lo abbiamo intervistato.

Jack Garratt è uno dei pochi casi in cui le aspettative sono già alte col disco di debutto.
Sono molto emozionato per questo, è un sogno che si traduce in realtà.
Come ci è arrivato?
Ho trascorso gli ultimi cinque anni costruendo questo progetto. Il risultato è stato una tensione che mi impediva di prendere sonno. Con queste premesse ovvio che ci sia pressione.
Come reagisce?
E' un momento fantastico per me anche se un alone di paura permane. Poi sono arrivati i premi e ne è conseguita una grande esposizione mediatica. Ammetto che non ero preparato ma ringrazio tutti per la stima e la fiducia.
Come definirebbe il suo stile?
Non mi pongo la questione, la musica è come un circolo di elementi che si influenzano a vicenda, nel suono e nelle parole, per cui ognuno ci sente una sua personale sfumatura. Cerco di fare il meglio che posso, con una dose di sana follia.
Superfluo chiederle un commento a Phase...
Comincia a conoscermi, eh? Dico solo: ascoltatele e fatemi sapere. Oggi con i social è più facile scambiarsi opinioni.
Lei è un polistrumentista.
Mi definiscono così. Lo sono fin da bambino, da quando la musica mi ha sedotto per la prima volta.
E mai la ha lasciata?
Suono molti strumenti, sono parte di me. Da loro esce la creatività, soprattutto da piano, batteria e chitarra.
Sul palco è da solo: come funziona un suo live?
Sono unico ma non il migliore. Desidero semplicemente riprodurre i suoni che sento nella mia testa, faccio tutto da solo anche se non escludo, un giorno, di condividere il palco con qualcuno.
E' anche produttore dei suoi dischi.
In pochi giorni si può realizzare un album di qualità professionale con un laptop. Certo non pagando la musica, la qualità cala...ma le opportunità si moltiplicano.
Lei come procede?
Ho Garage Band sul cellulare e posso farci un disco senza problemi. Ma sono felice che in circolazione ci siano ancora persone che amano e rispettano la musica e che in lei cercano sostanza e contenuti.