Una nuova formula di moda rivoluziona il vecchio concetto dello shopping tradizionale che era tripartito nelle fasi dello uscire, provare abiti in camerino e pagare alla cassa.

 

Si chiamano Salotti Sartoriali e sono “happening sartistici”, eventi di moda artistica e alta sartoria organizzati nel cuore delle case di madame e mademoiselle che amano l’haute couture, la cultura d’autore e le novità succulente come questa.

A inventarli e a portarli nei soggiorni delle amanti del glamour alternativo è Filogramma, piccolo e delizioso marchio di moda d’essai.

D’essai sia perché si tratta del primo caso di sartoria sperimentale sia perché gli otto modelli di abiti femminili ideati da Filogramma sono appunto ispirati ad altrettante pellicole d’autore.

Ciascuna veste ha un retrogusto che fa gola ai palati cinefili più ricercati: dalle note di Wes Anderson al pizzico di Park Chan-wook fino ad arrivare a Polanski quanto basta, nella ricetta di Filogramma non mancano gli ingredienti cinematografici di cui gli amanti del Sundance Festival e delle kermesse d’essai vanno più ghiotti.

 

E gli abiti si chiamano proprio come i personaggi femminili dei film in questione (che non vengono mai spoilerati ma soltanto suggeriti con l’ausilio di tre piccoli simboli della pellicola, deliziosamente ricamati su ciascun vestito come se si trattasse di un anagramma, altro divertissement squisitamente d’essai): Rebecca, Carlotta, Sandra, Amelia, India, Susanna, Sara e Mariarosa, ecco le vere prime donne dei Salotti Sartoriali, le protagoniste che faranno da padrone di casa nonostante siano anch’esse ospiti, a casa vostra.

Il fortunato anfitrione (sempre in gonnella perché i Salotti Sartoriali sono fatti solo da e per donne) che aprirà i battenti a un Salotto Sartoriale potrà offrire a se stessa e alle proprie ospiti un evento unico e irripetibile, ideato e realizzato soltanto per le committenti di quel particolare Salotto.

Per conoscere a fondo le madame e mademoiselle che parteciperanno, Filogramma invierà alla padrona di casa e alle sue amiche un questionario per scoprire le loro sfaccettature (dal sogno nel cassetto al libro sopra il comodino fino ad arrivare alla passione che avevano da bambine per il tal accessorio della toeletta della nonna).

“Le vostre passioni e i vostri ricordi più amabili – recita il sito di Filogramma - saranno la linfa nutriente da cui nascerà il vostro Salotto Sartoriale. Grazie a questo lavoro archeologico di scavo interiore nei vostri gusti e nella vostra memoria affettiva, il Salotto Sartoriale non si rivelerà soltanto un défilé sui generis e una performance esclusiva ma addirittura un viaggio a ritroso nella dolce emotività di ciascuna delle partecipanti.”

L’anfitrione di cui sopra, tuttavia, dev’essere fortunato: il questionario che viene inviato da Filogramma, infatti, è composto da domande su gusti letterari, cinematografici, artistici e culturali in base alle cui risposte Filogramma deciderà se il Salotto Sartoriale sia adatto o meno ai candidati committenti, dato che si tratta di una tipologia di evento di moda che non è per ogni palato ma che delizia solo “quelle papille gustative amanti di piaceri retrò e contemporaneamente à la page”.

Insomma, il sito stesso fa una primissima scrematura e selezione all’ingresso dichiarando a chiare lettere che solo “se adorate cibarvi di vecchi vinili e di variopinti macaron, rievocare i profumi del roseto in cui giocavate da piccole e fare riaffiorare tesori sommersi nel baule di vostra mamma, siete perfette per l'evento firmato Filogramma”.

 

Questo è lo spirito che anima Filogramma, un progetto esclusivamente femminile, fatto da donne per donne.

Le donne che si celano dietro a Filogramma sono quattro madame che fanno parte dello stesso filogramma (termine che in genetica significa “albero genealogico delle specie”) e della medesima famiglia: Camilla Sernagiotto e le sue tre zie materne, le sorelle Raffaella, Rina e Franca Menna.

La prima lavora da sempre con trame e fili del discorso come scrittrice mentre le altre sono le sarte con le quali Sernagiotto ha ideato e realizzato gli otto modelli di vestiti.

Ogni Salotto Sartoriale è condotto da Camilla Sernagiotto in collaborazione con le zie, una fashion designer, un’attrice e una modella in uno spettacolo che promette di essere “un evento unico e irripetibile, una performance artistica che rimarrà indelebile nella memoria emotiva delle partecipanti. Ma per farne parte bisogna amare quell’incantevole atmosfera intima e retrò che riporta agli anni Cinquanta, l’epoca d’oro in cui le signore facevano shopping nel proprio soggiorno, organizzando riunioni tra amiche per acquistare ciprie, profumi, pomate di bellezza e contenitori per dolcetti”.

 

E forse anche questa “selezione all’ingresso” (benché si stia parlando del vostro salotto di casa) è quella che rende ancora più appetibile assistere a un Salotto Sartoriale di Filogramma: il fatto che non sia per tutti fa sì che lo vogliano tutti.