di Fabrizio Basso
(inviato a Verona)

I violoncelli fanno piovere rock, il cielo, nero come la pece, risparmia pioggia. Ma non vento, che porta la musica dei 2Cellos oltre l'Arena di Verona, ad accarezzare tutta la città scaligera. Sono uno dei fenomeni degli ultimi anni i 2Cellos, un duo di violoncellisti croati, composto da Luka Šulić e Stjepan Hauser, che con la loro visione moderna del violoncello stanno riempendo le arene del mondo. Chi non li ha ancora visti dal vivo, ha una gustosa occasione per incontrare la loro musica: l'appuntamento è sabato 14 maggio alle ore 11.45 su Sky Arte con 2Cellos live in Pola.



Prima di loro, sul palco, Remo Anzovino, il pianista pop che più ha alzato l'asticella negli ultimi anni. Per lui applausi su applausi. In pochi minuti ha conquistato anche chi nulla sapeva di lui, di questo avvocato pianista dalla fantasia colorata che trasforma, guarda caso, in magia attraverso i tasti bianchi e neri del pianoforte. E' il Van Gogh del piano 2.0.

La bravura dei 2Cellos, che come Remo Anzonvino hanno per tutor in Italia lil friulano Luigi Vignando che li porta nel nostro paese dal 2014 dimostrando una lungimiranza oggi rara, sta nella commistione dei generi. Oggi è facile, con le tecnologie, prendere un brano celebro, smontarlo e ricostruirlo. Loro scelgono canzoni che il violoncello sa trasformare in altro. Basti dire che, a Verona, hanno iniziato con Oblivion di Astor Piazzolla e Gabriels Oboe di Ennio Morricone per chiudere, tra luci, coriandoli e standing ovation con Air on a G String di Bach ma passando per Viva la Vida dei Coldplay, Satisfaction dei Rolling Stones, Highway to Hell degli Ac/Dc e Smooth Criminal di Michael Jackson. Come prestigiatori mescolano un mazzo di carte e mentre loro sanno cosa uscirà, il pubblico resta sempre stupito. E non è poco, oggi.

Così i 2Cellos, che abbiamo incontrato dopo il concerto, si raccontano: "I nostri show hanno un pubblico molto trasversale, perché chi ci ascolta intraprende un vero e proprio viaggio fra i generi. Suoniamo dagli Stones a Vivaldi, passando per i Prodigy, Morricone e i Nirvana, un’esperienza unica ve lo possiamo garantire! In tutto ciò che suoniamo mettiamo tutta la nostra abilità e la tecnica imparata in anni di studi classici, per questo siamo stimati e accettati sia dal mondo classico sia da quello della musica popolare. La nostra non è stata una scelta di comodo come accade in alcuni casi, anzi! Proprio perché siamo sempre stati molto apprezzati come musicisti classici, addirittura virtuosi, abbiamo voluto rompere gli schemi e ampliare le possibilità del nostro strumento e speriamo di essere un’ispirazione per le nuove generazioni.  E speriamo anche che i ragazzi grazie a noi possano conoscere anche tanta musica classica, ci sono tante composizioni così belle ed emozionanti…dei veri capolavori. Il sogno? Che il pubblico più adulto, che viene ad ascoltarci per le nostre interpretazioni classiche, scopra il rock e non possa più farne a meno".