di Fabrizio Basso

Senza di lui Napoli sarebbe un'altra città. Perché il sassofono di James Senese è la vera musica napoletana, perché James Senese ha scoperto Pino Daniele. Insieme hanno rivoluzionato gli stilemi della canzone partenopea. Sarà per questo che quando gli parliamo di Pino la parola si fa più lenta. Il tempo passa ma certe assenze bruciano ancora. Sky Arte ricorda la storia della musica napoletana domenica 15 maggio alle ore 21.45 con Radici, un programma che ha per protagonista Enzo Gragnaniello ma che ci presenta anche tanta storia di quella musica, tra cui anche James Senese. Ecco l'intervista a Jamese Senese, da poco uscito con un nuovo album di inediti, O' Sanghe.

James Senese, partiamo dal disco: lo abbiamo atteso assai.
Il discorso è abbastanza semplice: sentivo il dovere di fare un buon lavoro e per fare un disco a un certo livello bisogna che passi del tempo.

E ne è passato: E' fernut' 'o tiempo è del 2012.
Ci metto sempre due, tre anni, la mia è una musica particolare. Ma in quel tempo abbiamo trovato la soluzione giusta come Napoli Centrale.

Il percorso prosegue.
Sono anni che ci muoviamo in questa direzione, oggi siamo più sentimentali, c’è molta fede in O' Sanghe.

Il messaggio?
Cerchiamo di far capire la giusta via da seguire, il nostro sistema non ha mai funzionato, se non ci salviamo da noi...

Il suo è un linguaggio diretto.
Il problema è che io non riesco a distaccarmi dal nostro popolo, guardiamo nel cuore della gente che fatica a realizzarsi e a sognare. Ci mette molto tempo. Oggi non funziona niente, chi sta buono sta buono e chi sta male sta male.

Il suo sassofono è un valore aggiunto?
Il sax può rendere felice il sentimento. Una parte della gente lo ha perso. Io scrivo molto, faccio poi delle scelte e tra queste scelgo il comprensibile.

Ci pensa mai al suo sangue americano?
Penso che se fossi nato in America avrei avuto vita più facile, ci ho pensato troppo a trasferirmi anche. Ora è tardi.

Sta preparando il tour?
Sì e ci sono già molte date e spero ne faremo ancora di più.

Anche i suoi compagni di viaggio sono cambiati.
Tutto il gruppo è cambiato molto ma io fortunatamente vado a ruota libera.

Una canzone è Mille poesie...
Mi commuovo molto con quella, conosco la mia vita e come è fatta: c'è sofferenza, potrei essere molto più felice, ci sono la nostalgia e i sentimenti. Anche i miei figli si commuovono talvolta. Altre si trattengono. Per fortuna non fanno il mio lavoro.

Lei ha scoperto Pino Daniele. Oggi c'è ancora la magia della scoperta?
Io sono curioso, tanto curioso ma vedo poco roba. Lo nostra fortuna è che non ci siamo fermati ai Camaleonti e ai New Trolls…abbiamo sempre guardato avanti.

Il suo segreto?
Amiamo la tradizione, amiamo come è nata la canzone napoletana.