di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


Dietro grandi uomini c'è sempre una grande donna. E' forse una delle frasi più abusate. Ma sarà anche vera? Più spesso di quanto si possa pensare. Lo sa Paolo Simoni, cantautore trentenne tra i pochi che cantautore lo è davvero, che per amore si è trasferito dall'alta Romagna al Veneto e forse da questo amore trae intensa ispirazione, vista la profondità delle canzoni del suo Noi siamo la scelta. Quindi, per sua stessa ammissione, ha una grande donna che lo appoggia e forse spinto da questi equilibri si è appassionato, su Sky Arte, ad Artist in Love, una serie che racconta come molti dei grandi della storia debbano tanta grandezza all'amore. Sabato 28 maggio Sky Arte ospita la maratona Artist in Love: dalle ore 6 vedremo tutti gli amori che hanno contribuito a costruire pezzetti di mito. Nell'attesa intervistiamo Paolo Simoni.

Paolo Simoni partiamo da Artist in Love?
Volentieri. Ma le premetto che io che amo cinema e arte trascorro parecchio tempo su Sky Arte. Certo che questi amori mi hanno appassionato assai.
Quella per lei più rappresentativa?
Sono un felliniano storico. Per cui la figura di Giulietta Masina la vedo luminosa.
Essere moglie di Federico Fellini non deve essere stato facile.
Infatti lei è una grande. Poteva sembrare leggera ma era l'opposto. Lei lo ha ispirato spesso, lei ha mascherato la fragilità di un uomo che nel cinema era un immenso.
Una colonna, dunque.
Sapeva livellare le fragilità del marito, la sua forza morale era tanta. Io credo molto nella forza della coppia.
Un altro esempio?
Diego Rivera e Frida Khalo. Si auto-caricavano. Poi penso a Pablo Picasso e alle sue mille avventura. Ma per la sua prima moglie Olga Stepanivna Chochlova aveva un affetto speciale, che nel weekend lo ricongiungeva con lei.
La sua compagna?
E' fortissima. E Artist in Love le piace.
Noi siamo la scelta è il manifesto di una generazione di mezzo.
Quella dei trentenni e della loro angoscia: la mia generazione non riesce a manifestare il talento tanto è bombardata di brutte notizie.
Quadro cupo.
Non ha garanzie, non ha figli, non avrà la pensione ma tanta paura collettiva. E per vincerla va all'estero.
Lei cosa teme?
La mia è una paura sociale più che anagrafica. Chi ha trent'anni appartiene all'ultima generazione che ha conosciuto il pre-digitale.
Però la musica la mette in posizione privilegiata.
Solo perché è un dono che colma un vuoto. Io lotto come tutti gli altri.
Noi siamo la scelta è il quarto album.
Tocca temi ruvidi e scomodi. Anche io ho pensato di andarmene, poi mi sono detto che noi siamo la possibilità di cambiare il mondo.
Un canzone è Ci sono cose che ti cambiano: quali?
La musica ha un percorso che porta a interrompere rapporti sociali e famigliari. Sei sempre in giro, così si perdono pure gli amori. Mi piacciono le sfide e le provocazioni. Spero anche di divertirmi.
I suoi eroi?
Le persone invisibili che lottano. Sono i miei genitori che mi hanno regalato la vita, sono le persone che ami e che ti insegnano a vivere. Noi siamo abituati agli eroi della tivù: quelli reali sono il laureato, l'operaio e il padre di famiglia.
Ha un supereroe che ama?
Batman è figo perchè ha pochi superpoteri ed è umanizzato.
Quando un cantautore è un po' supereroe?
Se quello che trasmette ha una carica di energia che colpisce chi ascolta e torna indietro altrettanto energica!