di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)

E' bello stupirsi. E' bello andare ad ascoltare un musicista perché ti viene consigliato, andarci con un po' di scetticismo e poi ritrovarsi stupiti per quello che propone, che siano pezzi suoi o riletture di Pino Daniele e Lucio Dalla. Poi si torna a casa con gioia. Franco J Marino sa rendere moderne musica e storie tradizionali senza snaturare nulla, anzi mettendoci del suo. E' grazie a lui che la musica napoletana e una forma di cantautorato raffinato hanno un posto importante nelle nostre vite. Lo abbiamo intervistato, proprio nei giorni in cui, riproponendo uno speciale, Sky Arte torna a tratteggiare la figura di Pino Daniele.

Il suo disco si chiama C'è una nuova vita: musica e quotidianità?

In un certo senso. Nasce dal miracolo della vita. Mi è stata donata una figlia e si è moltiplicata la mia predisposizione d'animo a una ricerca di amore interiore, nel senso più spirituale e alto.
Sensibilità artistica.
Guardi che fare l'artista è un mestiere difficile. Siamo votati alla sofferenza.
Eppure è un lavoro ambitissimo.
Le assicuro che c'è tanta sofferenza. Ma ci aggiungo che più soffri più scrivi bene. Spesso è così. Nell'aria si percepiscono melodie che forse le ha mandate qualcuno di superiore a cercarci.
Ha scritto Domani per Andrea Bocelli.
Il tramite con lui è stato il mio amico, nonché musicista e produttore, Mauro Malavasi. Abbiamo iniziato a collaborare per un disco di Lucio Dalla. Bocelli stava esaurendo il suo periodo pop-classic, quando ho scritto Domani ho pensato a lui subito.
E se lo è preso...
E' nata in napoletano e poi la ho tradotta per lui. E' nato un ottimo rapporto con Andrea, quando è uscito il mio C'è una nuova vita mi ha fatto recapitare un bellissimo messaggio augurale.
Il mare dentro me è movimento allo stato della natura.
Lo ho scritto in modo istintivo. Racconta la mia storia d'amore, è legato a quel che si prova quando ci si innamora.
Oggi cosa la emoziona?
Quello che possiamo dare a chi soffre. L'idea di un cambiamento storico: il mondo ci mostra cose assurde. Vorrei un nuovo rinascimento e una vita più vera grazie alla coscienza di tutti.
Nei suoi concerti, nel suo cuore c'è Pino Daniele.
Lucio Dalla lo riteneva il più grande, anche se un po' imbarazzante per il carattere rude. Io dico che ha avuto il coraggio di cambiare la musica e ci è riuscito. E' un Masaniello della musica.
Un modello?
Per me certamente. Come anche Lucio Dalla e Domenico Modugno.
Quest'ultimo è un illuminato.
Un esempio di tenacia. Io guardo molto la tradizione: senza di lei non può esserci futuro.
E forse presente.
Quello lo accantonerei un po'. Non è granché.
Lei è un bel presente. Porta ottimismo.
Grazie. Sarà la sofferenza dell'artista. Vi aspetto in tour...sto girando molto e girerò ancora di più.