di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


Il futuro può passare per un pianoforte. Che è uno degli strumenti più antichi e accademici ma anche più moderno. Soprattutto se a metterci sopra le mani è Piero Salvatori. Il disco si chiama FlyAway ed è fatto per piano&cello. Ma ci sono elementi pop, c'è una dose di elettronica. Sono 16 storie e ognuna è un capitolo a sé. Salvatori racconta che "ho trascritto le scene che avevo in testa, tanti piccoli film. La gente doveva sapere cosa avevo per la testa in quei momenti. Non è un concepet album anche se l'idea c'è. Basti dire che i primi quattro brani sono concatenanti".

L'ispirazione arriva a casa e "scrivere il tema è basilare. Io mi limito a fissare il cuore dell'idea, poi ci ragiono in studio. Sono minimalista e quindi tendo al buona la prima. Anche perché mi è capitato di ragionarci più volte su un brano per poi tornare all'idea iniziale". Un altro elemento distintivo è l'uso levigato dell'elettronica che lo stesso Salvatori definisce "una brutta bestia che ti trascina nel kitsch. Bisogna snellirla, usarla come un colore tenue. nella mia musica l'elettronica deve essere un accessorio".

L'estate di Piero Salvatori è ricca di concerti, alcuni dei quali speciali, come quello a Solomeo, il regno dell'illuminato del cachemire Brunello Cucinelli: "Quando suono io non mi annoio mai, cerco in ogni brano uno spunto di novità". Questa è la filosofia per cui la sua musica sin sposa al cinema, all'arte...assicura che "la musica lavorata per immagini giunge a livelli altissimi. Sono processi che stimolano la collaborazione e creano belle suggestioni".