di Fabrizio Basso
(inviato a Lajatico)


La valle dove tutto può accadere. Questo è il Teatro del Silenzio di Lajatico, un (non) luogo a 40 chilometri da Pisa, dove, attraversando campi e scavalcando colline, si arriva in un posto dove, una volta, l'anno accade un miracolo. Il mago è Andrea Bocelli, che a Lajatico è nato e che le sue radici non ha scordato. Coccola la sua terra e la sua gente come un famigliare, lì ha sempre casa, quella avita, lì produce vino, miele e olio. Lì torna per sentire il respiro della sua natura. E sabato notte, dopo il tramonto, è andata in scena la sua meraviglia annuale. Il tema del 2016 era Le Cirque. Oltre a migliaia di appassionati abbiamo incontrato, in ordine sparso, un'aquila e un gufo, cavalli bellissimi, due elefanti...la regia di Luca Tommassini, coreografo principe di X Factor (che torna a settembre in prima serata su Sky uno con la sua decima edizione), ha colorato la notte, rallentato il vento, spinto ancora di più musica e voci verso il cielo. Il direttore d'orchestra Marcello Rota e l'Orchestra e il Coro del Carlo Felice di Genova hanno accompagnato gli ospiti di Bocelli in un viaggio operistico, vario e suggestivo lungo circa tre ore.

 

Andrea Bocelli con Giovanni Allevi (foto di Stefano Marinari)

Sul palco, due volte e per pochi istanti, ma rappresentativi di un gene che ramifica la sua eccellenza, Matteo Bocelli, figlio diciottenne di Andrea. Una stretta di mano forte come la sua voce, un sorriso lungo come le sue aspettative, una modestia rara. Applausi per Giovanni Allevi che ha accompagnato il maestro ne La danza di Gioachino Rossini e poi ha eseguito, sempre su un pianoforte il cui involucro è di marmo ma dentro contiene un'anima Steinway, Breath, una composizione per vincere l'ansia. Non ci si stupisce mai quando parte la voce di Sumi Jo, il soprano coreano che ci ha commosso con Song#3, il brano di David Lang che caratterizza Youth, il film capolavoro di Paolo Sorrentino. Più volte sul palco, ogni volta una emozione differente.

 

Andrea Bocelli con Sumi Jo (foto di Stefano Marinari)

La serata si è aperta con La Strada di Nino Rota orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova. SI è proseguito con Pagliacci di Leoncavallo quindi il prologo Leo Nucci. Ed è  il momento in cui compare il padrone di casa: con Vesti la giubba ecco Andrea Bocelli. Si procede con Caro nome con l'immensa Sumi Jo, Piangi fanciulla... Si vendetta eseguita da Leo Nucci e ancora Sumi Jo. Quindi una delle arie più celebri, accennata da tanta parte del pubblico: La donna è mobile proposta da Andrea Bocelli. Si procede verso la fine delela prima parte con Verranno a te sull’aure di Andrea Bocelli e Sumi Jo, Les voicì col Coro del Teatro “Carlo Felice” di Genova e i Cantori di Burlamacco e il Gran finale Atto II dell'Aida con una esecuzione corale di Andrea Bocelli, Svetla Vassileva, Tiziana Carraro, Carmelo Corrado Caruso, Paolo Pecchioli e il Coro del Teatro “Carlo Felice” di Genova.

 

Andrea Bocelli con suo figlio Matteo (foto di Stefano Marinari)

C'è una pausa lunga venti minuti. Ma non pesa. Si riparte con la Danza delle spade di Khachaturian con l'Orchestra del Carlo Felice. Quindi Invano Alvaro  di Andrea Bocelli e Leo Nucci, poi, dopo il momento di Giovanni Allevi, Andrea Bocelli regala, da solo, Si, fui soldato e Vicino a te, s’acqueta con Svetla Vassileva. La Marcia dei Gladiatori è per l'Orchestra del Carlo Felice. L’onda de’ suoni mistici/Di quella pira la fanno Andrea Bocelli, Svetla Vassileva e Matteo Bocelli, Eri tu che macchiavi quell’anima Leo Nucci, Su, profetessa.... Di’ tu se fedele Andrea Bocelli. Arriva La Bohème di Puccini con l'Atto II: ci pensano a farne una magia Andrea Bocelli, Sumi Jo, Svetla Vassileva, Carmelo Corrado Caruso, Paolo Pecchioli, Federico Longhi, Giuseppe Raimondo e i Cantori di Burlamacco. Il finale è Nelle tue mani e non poteva che essere affidato alla voce di Andrea Bocelli. Ad accompagnare le opere meravigliosi ballerini. Quattro in particolare ci hanno colpito: una coppia che ha ottenuto appalusi quanto gli artisti con i loro numeri di grazia, genio e forza fisica, e poi una ragazzo che "giocava" con palo con numeri che talvolta neanche alle Olimpiadi si vedono e una ragazza sospesa in una bolla trasparente a qualche metro dal suolo. Non conoscendo i loro nomi, li citiamo tutti, un applauso corale a chi non ha un nome ma il cui ruolo è quello della bacchetta magica: Vincenzo Battista, Antonio Parisi, Antonio Terrestre,Christian Pace, Adriano Bettinelli, Giuliano De Rosa, Angelo Recchia, Gianluca Lanzillotta, Luca Paoloni, Valentina Lazzara, Rachael Mossom, Cassandra Bianco, Giulia Federico e Federica Milani.