di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)

Chi frequenta il rap, e non importa a che titolo, ha un obbligo: metterci la faccia. Lo fanno più o meno tutti, a vario livello, ma c'è chi lo fa con più forza. Si potrebbe dire che c'è chi cene mette due di facce...uno di questi è Raige, il rapper piemontese uscito col disco Alex, che poi è il suo nome di battesimo. E con questa siamo a due facce con lode. Lo abbiamo incontrato per approfondire le tematiche che tratta e chiacchierare un po' del mondo, lui che in 33 anni di vita, ha fatto tanti mestieri e più volte si è messo in gioco. Non solo nel 2006 ha pubblicato il disco Tora-Ki inserito nelle dieci pietre miliari del rap made in Italy.

Raige tutti sfornano singoli e poi, forse un disco, e lei invece...pronti via ed ecco Alex con un paio di biglietti da visita.
Quello che va di moda mi stanca velocissimamente.
Nel 2008 si è trasferito ad Ascoli per tre anni, era manager in una società di edilizia. Che pensa del terremoto? Si poteva fare qualcosa per limitare la tragedia?
Guardi sono contro il complottismo e non credo che la colpa sia dei raggi gamma rilasciati da una base americana. Dio si tiene qualche asso nella manica. Le tragedie accadono, non so se esiste un metodo di prevenzione.
Dobbiamo imparare a convivere con la natura ribelle?
C'è il malcostume di non bonificare le cose in Italia. Penso ad Alessandria e agli straripamenti. Sa cosa penso?
No.
L’uomo è una bestia.
Alcuni suoi testi sfiorano la poesia.
Senza falsa modestia e con un minimo di presunzione credo di essere un buono e differente scrittore.
Forse anche perché è un gran lettore?
E' vero, leggo molto ma quando inizio a scrivere finisco di leggere, ascolto troppe canzoni con immagini riconducibili a libri.
Invidia qualcuno?
No. Ma riconosco che Vinicio Capossela nella sua scrittura è speciale. Magari manca un po' il costrutto, ma in fatto di scrittura...grande!
Abbiamo atteso assai Alex.
Ha avuto una gestazione enorme, quasi un anno e mezzo, mancavano i produttori. Poi ho incontrato Filippelli e Milani: hanno capito l'anima dell’album e la mia.
Perché Alex?
Alex sono io senza paura. Mi rendo conto di scrivere in un modo molto melanconico e quindi devo alleggerire la musica. Prendiamo il singolo Domani: è melanconico ma con la musica è vestito a festa per il sabato sera.
Cosa ascolta?
L'essere umano sviluppa la sua personalità nei primi tre anni d vita e io non ho mai sentito il rap miei primi tre anni, questo forse ha contribuito. Ascolto più cose, e sette volte su dieci non è rap.
Canta che L’amore è una botta di culo...
Lo credo perché devi trovare il tempo da dedicare a un’altra persona e mettere da parte il tuo egocentrismo. Trovarla significa che ha fatto 13, anzi 5+1 come si dice oggi.
Si sente un cantautore?
Quella parola spesso giustifica lagne tremende. Io penso a essere l’alternativa. Tanti cantanti italiani sono come i politici, parlano per slogan, hanno la stessa onestà intellettuale della pubblicità per l'allungamento del pene.
Una canzone si chiama Capolavoro: cosa è un capolavoro?
Affronta l'amore e tematiche sociali. Non voglio fare il vecchio ma a forza di guardare i tramonti su instagram magari ne perdiamo due belli dal vivo.
E' anti-social?
No, il social è importante. Ci trovi chiunque. Bisogna saperli usare. La meritocrazia un po’ su internet c’è. La rete e importante ma non è tutto. Vale tanto fino a vent'anni.
Dieci anni dopo il suo Tora-Ki resta un album epico.
E' uno dei 10 dischi più importanti della storia del rap. In me c’è stato un graduale crescere, chi mi segue ha fatto una scelta a prescindere ed è cresciuto con me. Le stesse persone mi seguono da anni, sono fortunato.
Che pensa di X Factor?
In generale dico che il talent non è il male della musica. X Factor è un ottimo compromesso tra mille esigenze.
Parteciperebbe?
No ma solo perché penso di avere sempre ragione: secondo lei potrei fare giudice, pubblico e concorrente?
Dubito. Magari ne può parlare in un libro. Arriverà?
Scrivo molto, nella testa. Ho già il libro scritto in testa. Le parole sono tutte giuste, devo cercare l’ordine in cui metterle.
Ha una memoria portentosa.
Chi mi sta attorno teme che mi dimentichi qualcosa.
Prossimi appuntamenti?
Promozione dell'album. Sto già lavorando al tour, vorrei fare dieci date prima di fine anno con una band: piano, chitarra, un polistrumentista e il dj.
Sua fratello Ensi fa lo stesso lavoro: dovesse prendergli una canzone e cedergliene una sua?
Vorrei la sua Numero 1 e gli passerei Non c’è niente da ridere ma non gliela farei cantare!