di Fabrizio Basso
(inviato a Bologna)


Sono passati 44 anni dall'ultimo concerto italiano di The Who: ciò significa che per quasi mezzo secolo una parte importante di storia del rock ha disertato l'Italia. Certo c'è stata una parentesi all'Arena di Verona nel 2007 ma il tempo malandrino ha bloccato le corde vocali di Roger Daltrey e quindi, nonostante Pete Townshend non lo abbia fatto rimpiangere, non è stato mai considerato un live tradizionale della band inglese. A Bologna, sabato 16 settembre (seconda data a Milano lunedì 18), tutto è stato perfetto per Back to The Who Tour 2016, un viaggio nella storia del rock e della vita lungo 50 anni. Alle ore 21, sulle note di I can't explain, appaiono sul palco le leggende Roger Daltrey e Pete Townshend accompagnati da Simon Townshend, Pino Palladino, Zak Starkey e Michael Talbott.

Lo show decolla subito con The seeker e Who are you. L'atmosfera è elettrica, l'epoca Mod è palpabile in sala anche attraverso video di lambrette pluriaccessoriate e feste londinesi rigorosamente in bianco e nero e con sigaretta. E' bello vedere nel palazzetto affollatissimo di Casalecchio di Reno tanti giovani. Segno che una traccia lunga mezzo secolo e fatta da cento milioni di dischi venduti ha attecchito anche su chi è arrivato mondo dopo i fantastici Sixties. Lo ha anche detto Daltrey: "Tutti quelli che sono qui non erano nati quando noi abbiamo composto certe canzoni". Che non è vero in assoluto ma abbastanza vero nella realtà. Sul palco, tra il piroettare di microfono come un lazo di Daltrey e Townshend che suona la chitarra roteando il braccio come la pala di un mulino a vento, l'atmosfera è elettrica. Arrivano, tra le altre e in ordine sparso, My Generation, I'm one e The Rock, vediamo le immagini degli indimenticati John Entwistle e Keith Moon, c'è un abbraccio all'Italia colpita dal terremoto con una immagine del nostro paese con un cuore nel centro.

Il tempo passa ma per The Who lo fa in modo più lento. Che siamo oltre i settant'anni lo si capisce dagli occhiali da vista di Daltrey e da Townshend che salta un po' meno ma quando accenna la spaccata con salto...l'emozione galoppa. Ci sono gli echi di Quadrophenia (Sky Arte giovedì 22 settembre alle ore 14.30 propone The Who Quadrophenia Live in London) e Tommy ma soprattutto c'è una stagione che se non finisce mai è grazie a loro. E a quelli come loro. Niente bis, ma un finale travolgente con Pinball Wizard, l'ipnotica See Me, Feel Me e infine Baba O'Riley e Won't Get Fooled Again. A proposito, non lasciatevi ingannare: prima che il concerto inizi sullo schermo c'è la scritta Restate calmi arrivano gli Who. Se c'è una cosa impossibile da fare quando sul palco arrivano The Who è...stare calmi!