di Fabrizio Basso
(inviato a Verona)


L’esordio non poteva che essere come un incipit letterario…il caldo avvolge ancora l’Arena di Verona nonostante l’aria sia quella del mare d’inverno! E lo agitano, in primis, Fiorella Mannoia e Loredana Bertè. Ed è una onda lunga che porta in America, nell’America di Gianna Nannini dove (ri)troviamo una Bertè adrealinica e sono balli e abbracci. E’ la prima volta, in tanti anni, che chi scrive, con plurime frequentazioni scaligere, ha visto tutti in piedi alla seconda canzone. L’amore per le donne, l’odio per la violenza contro le donne può anche questo: ci fosse Giuliano Sangiorgi urlerebbe in alto le gambe e sarebbe una serata in levare. Ma lo è anche senza di lui, amico del Salento. Noemi in abito nero, con la sua voce che graffia accompagna la Bertè in Dedicato.

La canzone ha una sua storia. Pagine che si scorrono con leggerezza, altre più farraginose, poi c’è la poesia. Che è anche musica se lo cantano insieme due leggende, Patty Pravo, in nude look, e l’hippy Loredana Berté. Cantano Mi manchi e sullo schermo corrono i grandi baci della storia del cinema. Ma è una serata per donne alfa e quini non per lucciconi agli occhi, almeno sul palco: irrompe Emma a ricordarlo e accompagna Loredana in Non sono una signora, mentre dietro scorrono le immagini originali del video. Loredana non vorrebbe mai uscire ma meglio portarla fuori se arrivano I Maschi perché il palco si affolla con Gianna Nannini, Irene Grandi ed Emma. L’artista toscana resta e viene raggiunta da Fiorella Mannoia e insieme fanno Sally…e “forse ma forse ma qui” sta succedendo qualcosa di grande.

Fiorella Mannoia ha realizzato un disco immenso, Sud, e c’è una canzone, In viaggio, dove lei, che non è mamma, parla a un figlia immaginaria che il giorno dopo partirà: lo fa con Alessandra Amoroso, lo fa tra le lacrime loro e dell’arena, cantano a un cuore che deve sentire. La gola è ancora chiusa quando arrivano Elisa e Irene Fornaciari. Poi lei esce ed Elisa resta: invita sul palco “la padrona di casa” Loredana Berté e Noemi, si alzano gli occhi al cielo, è sereno, c’è la luna…e la luna bussò. Osano con immagini di Bob Marley e invitano i maschi molestatori ad “andare un po’ più in là a cercare qualcosa da fare”. Gutta cavat lapidem dicevano i latini, speriamo che La Goccia di Loredana e Nina Zilli scavi le coscienze. Certo che quando Maria Chiara…Zilli accende il turbo la sua voce vola verso altri mondi. E si è pura sfilata i tacchi per non partire avvantaggiata.

Buongiorno anche a te, Irene Grandi, che raggiungi la Bertè mentre sullo schermo si celebra Keith Haring col suo omino che regge il cuore dell’amore. La coppia Berté-Amoroso “raschiano” l’epica Sei bellissima e l’Arena è per l’ennesima volta in piedi, on the rock. E si emoziona a vederla abbracciata ad Andy Warhol in una vecchia foto. E’ una sera di miracoli e quindi L’anima vola con Elisa ed Emma Marrone che la stessa Elisa dedica, indicando il cielo, “a tutte le nostre sorelle lassù”. Nina Zilli e Patty Pravo vadano con La bambola, uno dei duetti più riusciti della serata. Seguito da Prima di partire per un lungo viaggio dove si accarezzano le voci di Fiorella Mannoia e Irene Grandi. Torna Loredana Berté insieme a Bianca Atzei e mentre la mano di un writer scarabocchia lo schermo cantano Così ti scrivo. Ma l’impennata è quando arriva Antonella Lococo per Folle città, lei ci mette la sua impronta tutta rock’n’Anto!

Ma quale musica leggera accompagna sul palco Aida Cooper, la Ferrari dei vocal coach, una voce che fa vibrare le millenarie mura dell’Arena. Stiamo come stiamo la Berté non la faceva da 25 anni, poi ha sentito la versione di Elodie ed è finito l’embargo. Loredana Bertè ormai è vera padrona di casa e confessa che “dopo tre anni che guardavo il soffitto” ha scritto Luna e la propone con Paola Turci, voce tra le più belle della serata e della canzone italiana. Che concede poi, in coppia con Elisa, un momento inarrivabile con Halleluja: “Vorrei portare questa canzone fino lassù”.

Emma ed Elodie attaccano il maschio vile con Io di te non ho paura, "un urlo –tuona Emma- contro l’omertà, dedicata a Valentina Pitzalis, vittima di una inaudita violenza e sul palco per invitare le donne alla denuncia, a non chiudersi in casa. E' dedicata anche a chi non ce l’ha fatta, al diritto di difendersi e alle autorità che devono essere presenti. Ormai è una sfida, Fiorella Mannoia chiede che la lingua italiana cancelli dal vocabolario e dai pensieri “se l’è andata a cercare”. Poi canta insieme a Noemi L’amore si odia. Alessandra Amoroso ed Elisa eseguono Comunque andare e invitano l’Arena a ballare. Che esegue aspettando i tre brani solo della Bertè, che fa E’ andata così (che le ha regalato Ligabue) e Padre Davvero, “contro il femminicidio, una canzone che era nel repertorio di Mimì"; lo schermo è violenza, maltrattamento tra le mura domestiche, quello che va denunciato. Loredana prova a riportare allegria con Il cielo sempre più blu di Rino Gaetano ridotta a tre minuti dai dieci originari. Rino Gaetano guarda sornione e un po’ triste dallo schermo. Loredana rallenta, richiama sul palco Emma ed Elisa per Almeno tu nell’Universo (compare una gigantografia di Mia Martini) e poi rapido cambio con Fiorella e Alessandra per In Alto mare. Il finale è corale, unico, contro tutte le violenze, per un mondo se non migliore almeno più umano: è affidato ad Amici non ne ho e a Quello che le donne non dicono, un manifesto di una stagione che deve uscire anche dai pensieri.