di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


L'elegia non è solo una forma poetica. L'elegia è anche nel rock. Certo non tutti riescono a trasmetterla ma quando Pamela Pérez e i suoi Endless Harmony attaccano Loves is in the eyes of the player capire dove sta l'alchimia è più facile. Capisci la forza del gruppo, la voglia di spaccare e perché ci sono band, e tra queste vanno inseriti i ragazzi di Verona, che possono fare la differenza. Loro sono Membri: Pamela Pérez, Federico "Fit" Costanzi, Francesco "Tyron" Tagliaferro e Giuseppe "Saggio" Saggin. Due studiano, due lavorano insieme fanno un rock speciale. Ci racconta chi sono gli Endless Harmony, l'eclettica frontwoman Pamela Pérez.

 



Musicisti la sera e di giorno?
Per ora è così. Io faccio servizi di e-commerce, poi abbiamo un universitario e chi o da lezioni di musica.
Quando nascono Endless Harmony?
Nel 2010 come cover band dei Muse, quello era l'elemento che appassionava un po’ tutti.
Poi?
Ci siamo spostati su un più ampio repertorio rock anni Settanta con invasioni Prog stile PFM finché c’era il tastierista.

 



Siete rimasti senza?
Abbiamo scelto di non sostituirlo, a dire il vero ci abbiamo anche provato, qualche ragazzo lo abbiamo testato ma nessuno era all'altezza delle nostre aspettative.
Come lavorate?
Ognuno propone melodie e un arrangiamento semplice di chitarra o tastiera. La melodia è l’elemento che attrae e che rende i brani più accattivanti. Sui testi porto più io, parlo inglese meglio degli altri, almeno per ora. E' mio l'ultimo tocco poetico.
Perché l'inglese?
All'inizio è più semplice. E poi nel 2017 andremo all’estero e quindi la nostra musica deve essere capita da più persone possibile. Non è facilissimo fare i testi in inglese ma a me viene spontaneo scriverle in inglese.

 



Rischio non da poco Pennyroyal Tea dei Nirvana...
E' nato come tributo per un disco sulla band di Kurt Cobain. Quando abbiamo scelto di partecipare a questa iniziativa e abbiamo selezionato questa perché mi sono immaginata di poter fare più armonizzazioni. E' stata mantenuta l'atmosfera. Abbiamo voluto arricchirla senza appesantirla.
Avete pensato al confronto?
Certo. Ma in passato abbiamo fatto Whola Lotta love dei Led Zeppelin molto fedele all’originale e il confronto era più spontaneo.
Prima degli Endless Harmony che faceva?
Non avevo un gruppo, ci avevo provato un paio di volte ma senza risultato. A scuola ho conosciuto Federico e lì abbiamo deciso di avviare un percorso insieme.
Il nome della band?
E' armonia infinita, un omaggio alla musica. Doveva essere provvisorio poi è rimasto, era quello che preferivamo. La musica è arte senza fine.

 



Che ascolta?
Molto rock: Alter Bridge come riferimento poi Avenged Sevenfold, Dream Theatre, distorti e importanti. Anche band cult come i Metallica
Meno estremi?
Etta James per la voce: la sua, come molte voci di colore, ha una scarica potente. Beyoncé come performer: è tra quelle che mi piace di più, la sua potenza nella modulazione è straordinaria.
E di lei che si dice?
Che mi vedo in una band e non come solista. Ho bisogno del gruppo per stare bene. E con gli Endless Harmony punto a conquistare l'Europa (intanto non perdetevi il loro live, nella stessa serata dei Finley, il 5 novembre al Revolution Live Club di Marostica, ndr)!