Salvare il mondo con l'ironia. Randy Newman è un crociato moderno, che laddove si accapigliano lui ribatte con parole taglienti, con verità scomode, ma sempre in punta di dita. Qual è lo stato di salute del mondo? “Buono! In fin dei conti la coppia Bush-Cheney non è peggiore di Hitler, Stalin o Leopoldo del Belgio”. Torna, dopo nove anni di silenzio, Randy Newman e spandendo il suo innato sarcasmo ci presenta “un universo governato dai peggiori leader che ci siano mai stati. E tutto è stato fatto alla luce del sole”. Sessantacinque anni il prossimo novembre, mister Newman con  “Harps and Angels” interrompe un silenzio lungo quasi un decennio “durante il quale ho guardato la televisione, ascoltato musica. Insomma non lavoro se non c’è da lavorare”. Ma non lasciatevi ingannare, sa scherzare anche su se stesso. Non ha mai staccato la spina. Ha realizzato soundtrack per la Disney: sono sue, tra le altre, le musiche di “Toy Story”, “Mosters & Co.” e “Cars”. Per lui 13 nomination all’Oscar e una statuetta in soggiorno: gli è stata consegnata nel 2002 per “If I didn’t have you”, brano originale di “Monsters & Co”.

E ora, mentre collabora a un nuovo progetto della Disney
“per un musical animato che verrà realizzato alla vecchia maniera, stile Biancaneve”, esce con questo disco che sparge sarcasmo sulla perenne ricerca del benessere in “A Piece of pie”, sui nostri mostruosi governanti in “A few words in defense of our Country” e sui rischi di essere bambini oggi in “Korean Parents”. C’è poi una canzone che si intitola “Laugh and be Happy”: che la salvezza passi davvero attraverso sorrisi e felicità? “Sarebbe l’ideale. Vorrei esorcizzare sempre la realtà con pillole di felicità e razioni di sorrisi, ma talvolta, nonostante tutta la mia buona volontà, mi resta davvero difficile. Eppure non riesco a smettere di credere che l’ottimismo sia salvifico”. E proprio per questo non cessa di rincorrere i suoi sogni. Randy Newman è un entusiasta, nonostante tutto: “Ne ho sempre avuti pochi e li ho inseguiti e realizzati. Se vogliamo vederla da un'altra prospettiva, ho realizzato più sogni di quanti se ne possano avere”. Ma non è un idealista. O almeno dà la sensazione di non scivolare nella trappola: “Quando parlo dei cattivi governanti so bene che il 50 per cento degli americani dissente. Ritengono che le cose stiano andando bene. Il divario tra ricchi e poveri si amplia ogni giorno di più. Il mio paese non merita di versare in queste condizioni. Spero che una nuova politica possa ristabilire un certo equilibrio e confido in Obama: la sua vittoria potrebbe migliorare le condizioni delle classi più povere. Non riesco a capire come ci siamo ridotti così”. O forse sì: non ne parla ma lo canta. In “A few words in defense of our Country” rammenta che i Cesari dormivano con le sorelle, giocavano con i ragazzini in piscina, bruciavano la città eterna e “c’è chi ha nominato  il suo cavallo console dell’impero, che è un po’ come essere nominato vice-presidente oggi”. Rievoca la Santa Inquisizione e dice che Re Leopoldo del Belgio “che ognuno pensa sia un grande” dal Congo “ha preso diamanti, argento, oro e sapete cosa gli ha lasciato? La malaria”. E dell’Italia che immagine ha? Gli raccontiamo che qualcuno vorrebbe prendere le impronte digitali ai bambini extra-comunitari. Un attimo di silenzio poi, perentorio: “Berlusconi?”. Asseriamo e lui replica che “il problema dell’immigrazione nel vostro paese è differente. Negli Stati Uniti credo abbiano agito bene. Quella delle impronte digitali non mi sembra un’idea terribile, anche se la interpreto più come riconoscimento in caso di disgrazia che come schedatura. Mi auguro sarà tutelato il diritto al rifiuto”.

Randy Newman sarà all’auditorium Manzoni di Bologna il 25 novembre per il suo solo concerto italiano, orfanizzato da D'Alessandro e Galli: “Proprio da solo no, sul palco ci sarà il mio piano”.