di Fabrizio Basso

Non è un bel mondo, quello in cui viviamo, ma la speranza che migliori deve essere sempre viva. Tracy Chapman torna con un nuovo album il prossimo 7 novembre ma antepone le sue preoccupazioni alla musica: "Temo il futuro. Ci sono tante guerre, la crisi economica e il razzismo. Con Barack Obama il mio paese ha la possibilità di puntare al cambiamento". Il disco si intitola “Our Bright Future” e contiene 11 brani, molti dei quali parlano d’amore. Si è assopito il suo impegno civile e sociale? "E' solo più velato. E poi ho sempre cantato l'amore. E' un periodo felice della mia vita sebbene il numero delle vittime in Afghanistan e Iraq continui a crescere. Pur senza essere realisti in qualcosa bisogna credere. non è un brano utopico. I sogni sono importanti ma mai scostarsi troppo dalla realtà”.

L’album incrocia pop, jazz, blues e country. E’ l’ultima tappa di un percorso iniziato nel 1988 con l’album omonimo che conteneva canzoni epocali tipo “Fast Car”, “Talkin’ about a revolution” e “Baby can I hold You”. Con le sue 18 milioni di copie è l’album di debutto che ha più venduto nella stagione della discografia moderna: “Sono cambiata e cresciuta negli ultimi trent’anni. Penso anche migliorata. Tengo tanto alla mia vita quotidiana: trascorro il mio tempo con gli amici e la famiglia. E mi dedico al giardinaggio". Per quanto l’amore occhieggi in ogni canzone, la combattente che è in lei non si arrende: "Obama può cambiare la storia. In America è un periodo cupo: dopo l’11 settembre Bush ha invitato gli americani ha diventare proprietari della propria abitazione. E ora molti sono rimasti senza casa e senza lavoro. C’è, nel mio paese, l’abitudine a fare il passo più lungo della gamba, ma questa volta è una reale tragedia. La gente è senza un tetto dopo una vita di sacrifici. E c'è chi in questa situazione si arricchisce".

L’album, dai toni intimi, con tanta chitarra e melodie che entrano facilmente in testa, sarà accompagnato da un tour acustico che porterà Tracy Chapman in Italia per tre date organizzate da D'Alessandro e Galli: il 28 novembre a Milano, il 29 a Roma e il primo dicembre a Firenze. Sul palco lei e le sue chitarre: “Esibirmi da sola è un tornare alle origini”. Userà anche la chitarra elettrica? Sorride e poi ammicca un "Maybe", probabilmente.