Matthew Herbert, considerato un innovatore elettronico, un esploratore sonoro e un instancabile musicista, arriva in Italia  per due soli concerti nei quali sarà accompagnato dalla sua Big Band. I suoi show in questa nuova dimensione, dopo le sue passate comparse come deejay, si terranno il 10 ottobre a Firenze e l’11 a Torino. Molti identificano Matthew Herbert con l’immagine standard del produttore elettronico e, in teoria, non hanno torto: impossibile, in questo ambito, non riconoscergli un ruolo di importanza cruciale a partire dalla metà degli anni '90, quando prima con i nickname Doctor Rockit e Wishmountain e poi col suo nome, ha "scritto" episodi memorabili in settori complementari come house, electro e techno. Ma forse già non era difficile riconoscergli anche una peculiarità stilistica fuori dalla media, come il suo concetto personale di campionamento: una pratica che Herbert applica non alla musica già scritta ma ai suoni "causali" presenti nella vita quotidiana. Da qui la nascita di dischi dalla genesi originale: "Around The House" del 1998, basato su registrazioni di rumori colti tra le mura domestiche, o "Bodily Functions" del 2001, in cui la fonte sonora era il corpo umano. In entrambi i lavori svolge un ruolo decisivo la voce delicata di Dani Siciliano. Consolidata la sua reputazione in ambito minimal house, Herbert poi spiazza tutti quando, nel 2003, pubblica a nome Matthew Herbert Big Band "Goodbye Swingtime". Si tratta proprio di musica per un’orchestra jazz di una ventina di elementi, che al primo ascolto lascia annichilito il fan dell’elettronica alle prese con un sound così ricco e composito, almeno fino a quando lo stile tipico del compositore non finisce con l’emergere comunque.

"There’s Me and There’s You", il nuovo disco di Matthew Herbert, è una seducente, sofisticata e sovversiva collezione di canzoni di protesta. Il lavoro è un insieme di jazz, di voci soulful e di trovate ritmiche. "There’s Me and There’s You" è il sequel di "Goodbye Swingtime". Il disco è stato principalmente registrato presso i londinesi Abbey Road Studios, sebbene molti dei suoni provengano da campionamenti e registrazioni effettuati in luoghi non tradizionali quali il Museo British e il Parlamento. Basato su arrangiamenti e improvvisazioni jazz, su testi impegnati e su ricercatissimi rumori, l’album ha come tema dominante il potere e l'abuso di potere nel XXI secolo. La guerra in Iraq è uno degli argomenti più trattati. Ma sono presenti anche brani che parlano dell’approccio dei media, della monarchia, delle disuguaglianze sociali, della religione e delle torture. L’ipocrisia della classe politica e la corsa al consumismo sono altri due temi spesso ricorrenti nei brani dell’album. "There’s Me and There’s You" segna un nuovo capitolo nella carriera di Herbert. E’ la prima volta, infatti, che Matthew si affida alla voce della cantante Eska Mtungwazi, una delle più talentuose in ambito soul/jazz, con trascorsi professionali con Tony Allen e David Sylvian.