Dicono di lui: Antony ha il tipo di voce che potrebbe, da sola, far cadere in ginocchio un’intera stanza. Dopo lo sconvolgente esordio nel 2005, anno in cui hanno venduto 500mila copie di "I Am A Bird Now" conquistandosi tra l’altro un Mercury Music Prize, Antony And The Johnsons ritornano con l’incantevole "Another World". L’uscita dell’EP è preceduta da una serie di date in giro per il mondo con la London Symphony Orchestra e la direzione del compositore newyorkese Nico Muhly. Il tour, che ha già toccato l’Italia, si conclude al Barbican Centre di Londra con due date già sold out il 30 e il 31 Ottobre. Il terzo full-length di Antony, dal titolo "The Crying Light", è invece previsto per il prossimo Gennaio. Dopo i positivissimi commenti a "I Am A Bird Now", Antony è stato invitato a partecipare a una incredibile quantità di progetti di altissimo profilo, dalla colonna sonora di Leonard Cohen "I’m Your Man" (che include la versione di Antony di "If It Be Your Will") a quella di Io Non Sono Qui, il biopic su Bob Dylan di Todd Haynes. Antony ha inoltre prestato la sua impeccabile voce alla hit di Hercules and Love Affair "Blind" e a una delle canzoni più belle dell’ultimo album di Bjork "Dull Fame Of Desire".

Fin dall’ascolto delle prime battute di "Another World" si viene rapiti dal ritorno di un talento vocale così unico e riconoscibile. Tutte le liriche sono legate da un invisibile filo conduttore costituito da un pianoforte ipnotizzante, con gli impareggiabili arrangiamenti forniti dai Johnsons, che sanno chiaramente come muoversi attorno ad Antony per impreziosirne le canzoni. Oltre all’ipnotica title track "Another World" ci sono "Shake The Devil", un testo diretto avvolto da un’atmosfera minimale che risuona come un tuono grazie alla batteria di Parker Kindred e al sax di Doug Weiselman, la superba "Sing For Me", con magiche parti di arco di Julia Kent e Max Mostin, e "Hope Mountain", dove l’incantevole e multi-sfaccettato Antony si fonde con il corno classico di Nico Muhly dando vita alla narrazione di uno scenario post-alluvione, con i sopravvissuti che riescono a raccogliersi su una montagna per poi assistere alla miracolosa camminata sulle acque di una ragazza. La scelta di Antony di immagini da copertina memorabili continua con il ritratto di una leggenda della danza giapponese, Kazuo Ohno, immortalato da Pierre Olivier Deschamps al Theatre du Chatelet di Parigi nel 1984.