di Fabrizio Basso

L'amore e i flirt restano gli  ingredienti principali della sua musica, conditi però con una  buona dose di impegno sociale e politico, in un raffinato mix di hip hop, soul e rythm&blues. Il risultato è "Evolver", terzo album di John Legend, talentuoso cantante e compositore americano che ha anche annunciato due concerti nel nostro paese, a marzo 2009, uno a Milano e l’altro in una città che i promoter D’Alessandro e Galli stanno identificando: "Amo lo spirito degli italiani –dice Legend- nel vostro paese ci sono tante cose da amare". Ha le idee chiare, mister Legend, che ha  venduto oltre cinque milioni di dischi nel mondo e collezionato cinque Grammy Awards: "Voglio sia chiaro fin dal titolo che sono in continua  evoluzione come persona e come artista: il suono e gli arrangiamenti delle nuove canzoni, così come il beat e le scelte di  produzione, sono molto diverse dai precedenti". L'album si apre con "Green light", che è anche il primo singolo, interpretato col rapper Andre 3000 degli OutKast. E' un album variegato che oscilla tra atmosfere sensuali, sonorità reggae, toni più riflessivi come in "If you're out there". Globalmente sono brani più confidenziali. Sarà che ha confessato di essere innamorato? Il suo vero cognome è Stephens, Legend è un nickname che gli diede una amico d’infanzia. Trent’anni a dicembre, Legend è nipote di un pastore protestante e inizia dunque a cantare nelle chiese. Inizia lì una carriera che attraverso varie tappe, compresa quella di esibirsi nei night di New York, lo porta a realizzare nel 2004 "Get Lifted" e nel 2006 "Once Again".

L'amore, i sentimenti, anche quando non sono evidenti, costituiscono uno degli elelenti cardine delle liriche di John Legend: "Mi piace scrivere d'amore perché c’è sempre qualcosa da dire, però in questo momento sento di dover comunicare anche altro alla gente. C'è bisogno di combattere l'apatia e il cinismo, di rimboccarsi le maniche e fare qualcosa". Quel "rimboccarsi le maniche" per Legend consiste in una campagna contro la povertà per adottare un villaggio in  Tanzania. E in un tour negli Stati Uniti promuove lo sviluppo sostenibile fra gli studenti universitari: "Sicuramente il mio impegno sociale è ispirato anche da Barack Obama (si è esibito all'apertura del Congresso democratico nazionale, lo scorso  agosto, ndr). Voterò per lui: è una persona speciale, è un leader e un gran comunicatore. La gente cerca il cambiamento e questa voglia si respira nell’aria. Siamo reduci da otto anni di Bush". John Legend si sta preparando a un tour  mondiale che partirà a novembre negli Stati Uniti: "Sarà il mio tour migliore perché ora ho tante canzoni da sfruttare e rielaborare. Sono felice, più sicuro di me e  la gente lo noterà. Mi piace stare sul palco perché l’energia che comunichi ti torna indietro moltiplicata. D'altra parte la musica è quello che devo fare nella mia vita: niente altro mi renderebbe soddisfatto, fin da bambino volevo fare il musicista".