di Fabrizio Basso

Le folli idee di una canzonettara…”Mediamente isterica”. Carmen Consoli festeggia il decennale di uno dei suoi album più controversi e introversi “poiché avevo la necessità di esprimere me stessa ma non mi sentivo appartenere né alla terra né al mare. Ero inadeguata. Eppure rimane il disco della mia vita”. Viene dunque ripubblicato in doppia versione (quasi) speculare: come nel 1998 e come nel 2008. Quest’ultimo con l’aggiunta di un inedito, ma scritto all’epoca, “L’uomo meschino”. Il “vintage” con l’aggiunta di testimonianze audio riemerse da vecchie registrazioni analogiche. A Torino il primo assaggio di questa operazione con una intervista e un mini-concerto all’Hiroshima Mon Amour, locale tra i più spregiudicati, a livello musicale, d’Italia. Carmen Consoli ha nostalgia di quella stagione: “Mediamente Isterica è figlio dell’esperienza di un gruppo di ragazzi che passavamo il loro tempo a giocare con la musica. Nel 1998 c’era più spazio per le novità: i CSI erano primi in classifica, Franco Battiato accarezzò le coscienze con ,  esplodono Cristina Donà, Afterhours e Marlene Kuntz. Gianluca Grignani stupisce con e Max Gazzè con . Esistevano molti locali dove si poteva suonare in libertà. Oggi si cercano numeri e introiti immediati. Non si cura più il vivaio e io nasco dal vivaio: arrivai in Universal nel 1993 e nel 1996 nacque il primo disco. Non c’è più il tempo per sviluppare un artista eppure vi garantisco che il sottobosco della musica italiana, che conosco bene, è popolato da talenti che non vengono promossi. Guardiamo in Francia: Vanessa Paradis è in testa alle classifiche, in Italia non apparirebbe al trecentesimo posto. Più alla gente offri vino in cartone più il Barolo fa schifo. Possediamo un patrimonio che si chiama musica regionale: noi la guardiamo anche un po’ schifati perché è musica regionale. All’estero la vendono nelle sezioni world music”.

La presentazione di “Mediamente isterica” bis diventa un esame al sistema musica. E Carmen Consoli, che la musica la studia quotidianamente “e ho tutta una vita per continuare a imparare”, coglie l’occasione per sfilarsi qualche sassolino dai calzini: “Voglio che chi si occupa della musica in Italia abbia un diploma. La rivoluzione musicale è conoscenza? Perfetto, sottoponiamo a un esame di solfeggio di secondo anno chi decide chi entra e esce dal Festival di Sanremo. L’Italia è la patria di Bruno Martino, Luigi Tenco, Domenico Modugno e Sergio Endrigo, ancora oggi gli autori più internazionali che abbiamo mai avuto in Italia. Ornella Vanoni resta per me la signora della canzone. Una volta c’erano le dive, da Mina a Patty Pravo che ha rotto qualunque sistema…ora c’è un’Italia essiccata e senza luce. Dieci anni c’era l’ostracismo del binomio cuore e amor, ora è di nuovo una coppia dalla quale è arduo prescindere”. La collera che l’attanagliava con “Mediamente isterica” s’è affievolita. Sono passati dieci anni. Carmen ha 34 anni, un taglio di capelli alla Liza Minelli, ha conquistato l’America (“In alcuni concerti, io e la mia chitarra”, abbiamo avuto anche mille paganti”), un viso sereno e un fascino maturo e sbarazzino. Il suo eloquio è spezzato da espressioni siciliane. La sua Isola è la sua anima: collerica e carnale, animista e straniante, dolce e seducente. Carmen Consoli è “mediamente isterica” ma altamente intelligente e splendidamente rock.

Un video di "Eco di Sirene"