La "Babele" di Marco Notari. Il nuovo album del cantante torinese è un concept-album di 12 brani inediti. Il fil rouge è la storia di Lucia e Cristiano che Marco Notari sviluppa con la voglia di indagare se stesso e l’animo umano: "Sono sempre stato attratto -commenta l'artista- dai dischi che si sviluppano seguendo un filo conduttore e in  "Babele" è successo in modo naturale. Ho percepito una forte consequenzialità tra le canzoni che scrivevo e in modo spontaneo sono nati i due personaggi. Mi è venuta voglia di andare avanti su quella strada, dando vita a Cristiano e Lucia e sviluppando le loro rispettive storie, senza per questo soffocare l’immaginazione dell'ascoltatore. C’è una componente autobiografica in Cristiano: a posteriori penso fosse una tendenza pericolosa annidata dentro di me di cui volevo liberarmi".

Il sound del disco, d’impronta fortemente rock, è vario: i suoni caldi di alcuni brani caratterizzati da un approccio decisamente live si alternano e si fondono con loop elettronici e sequenze digitali, creando contrasti forte-piano che assecondano e sviluppano lo strato narrativo. L'album si apre con un brano scritto molti anni prima, una sorta di ouverture. Tutto ha inizio, però, con , viaggio nelle difficoltà e nelle paure che accompagnano la costruzione dei rapporti. Arriva poi , lo spartiacque del disco: una riflessione su ciò che ci divide e allontana. In emerge la rabbia. Il brano rappresenta la rivendicazione sociale e individuale del protagonista, Cristiano, e gioca con la parola e i suoi significati. Dopo la rabbia arriva la rassegnazione con . Il viaggio continua ed entra in gioco l’altro con . La dimensione onirica, centrale nel disco, si esprime in , il sogno di Lucia, fino ad arrivare a e brani che danno spazio all’inconscio di Cristiano in un crescendo di inquietudine. Giunge brusco il risveglio e si completa la trasformazione con . L’album si chiude con e , ispirato alla poesia dell’inglese Mark Haddon: due epiloghi, uno per personaggio, che ci congedano così da questo viaggio.

Marco Notari in "Io non mi riconosco nel mio stato"