di Marco Agustoni

Le luci della centrale elettrica, al secolo Vasco Brondi, ventiquattrenne di Ferrara arrivato alla ribalta con il disco d’esordio Canzoni da spiaggia deturpata (pubblicato da La tempesta), è tra le rivelazioni musicali italiane dell’anno, come attesta la prestigiosa Targa Tenco 2008 per la miglior opera prima. In giro per il Paese a promuovere le sue canzoni, il musicista ha concesso una breve intervista a Mag.

Comincio chiedendogli il perché di quel nome collettivo, Le luci della centrale elettrica. È una domanda che, come sospettavo e come conferma lo stesso Vasco, gli viene rivolta quasi sempre, con suo sommo stupore. “Vuol dire esattamente quello che significa, niente di più. Non mi interessava portare in giro un progetto con il mio nome”. Poi aggiunge: “Serve anche a dare al tutto un senso di coralità”.

A proposito della collaborazione con Gipi, fumettista e illustratore che ha disegnato la copertina di Canzoni da spiaggia deturpata, racconta: “Lo conoscevo a sua insaputa da un sacco di tempo. Mi ha influenzato molto con le sue storie di provincia, con persone che puoi incontrare per strada tutti i giorni”. Vasco aveva già mandato un suo demo a Gipi. Una volta inciso il disco vero e proprio, grazie a Davide Toffolo (fumettista, frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti e fondatore tra gli altri dell’etichetta La tempesta, intervistato di recente per Mag), è riuscito a far avere anche quello all’artista, che ha risposto regalandogli un disegno ad acquerelli, diventato poi la copertina dell’album.


Le luci della centrale elettrica - Per combattere l'acne

Per quanto riguarda invece il premio Tenco, Vasco commenta: “È una delle cose inverosimili accadute quest’anno. Eravamo sorpresi già quando ci hanno comunicato che il disco era stato inserito nella selezione. Parlo al plurale perché il disco l’ho inciso con Giorgio Canali, che ora suona con me in tour”.

Non poteva poi mancare una domanda sul blog de Le luci della centrale elettrica (sottotitolo: “Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero”). “Il blog è una parte integrante del progetto. Tra l’altro adesso è uscito in forma di libro, edito da Modo Infoshop, con il titolo, per l’appunto, di Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero”.

Per concludere, una curiosità: come ci è finito Rino Gaetano Nei garage di Milano Nord (canzone del disco che riprende, nel testo, una parte di Ma il cielo è sempre più blu)?. “Probabilmente in un delirio”, ride. “In un qualche concerto che facevo dopo l’uscita del demo”. E, si potrebbe aggiungere, a giudicare dal risultato Rino ci si deve essere trovato piuttosto bene.