di Fabrizio Basso

Con un titolo così impegnatico, "Come un mantra luminoso", non si può non andare in tour. Seppur tra mille impegni, non ultimo quello di papà. Massimo "Ice" Ghiacci, al suo esordio da solista, pensa ostinatamente a qualche serata senza i suoi Modena City Ramblers: "Sto mettendo su un po' di canzoni per portare disco dal vivo. Abbiamo già qualche data in piccoli club. Non posso esagerare anche perché con i Modena da dicembre si lavora a nuovo album e i musicisti con cui suono hanno molti impegni. Suonerò a Milano il 16 dicembre 2008 alla Casa 139. Poi se ne riparla terminate le registrazioni con i MCR". Un progetto da solo è un sogno datato ma sempre fresco per Massimo "Ice" Ghiacci: "Me lo cullavo mentalmente da anni. Ho accumulato nel cassetto canzoni non entrate nel’alveo MCR. Alcune avevano una struttura che non entrava nello stile della band, altre sono nate proprio per essere eseguite col gruppo ma non hanno trovato spazio. A un nuovo disco si arriva con molto materiale e la selezione non è solo legata alla qualità o all’apprezzamento ma dipende anche dal tipo di disco che si vuole realizzare. Per me è importante fotografare certe canzoni: una canzone registrata è una fortografia regalata al tempo, una parte di sé da donare al tempo".

Determinante è stata la disponibilità di Valerio, manager e patron della Mescal: "Spero piaccia ma era soprattutto un'esigenza interiore. In un momento discografico così difficile non posso pensare a chissà quali conquiste. Non c’è stata una cura premeditata, avevo definito i brani prima di entrare in studio. Alcune sovra-incisioni le ho tenute per dare calore casalingo. Non ho lavorato con una band ma con gruppo di amici, tutti legati da umane e gusti musicali. I miei amori musicali ci sono tutti qui dentro: ho seguito un percorso di mio gusto e di citazione musicale. Non le ho imbrigliate per ridurle a uno stile più comune. Sono rappresentative dei miei gusti musicali e dei miei orizzonti. O sei un genio come Beck e in una canzone metti le influenze più disparate oppure stai più tranquillo. Però io mi sono concesso influenze degli anni Sessanta e Settanta". Tornando ai concerti, Ghiacci sottolinea che "non ricorrerò ad alcun brano dei MCR, né fatti da me per loro né del nostro repertorio. E’ un percorso parallelo, voglio portare dal vivo lati di me che la gente non conosce e che può apprezzare senza il supporto dei MCR. Stiamo studiando su alcune cover di cantautori italiani che mi hanno influenzato, penso a Ivan Graziani, Franco Battiato e a di Edoardo Bennato".

Infine una intrusione dei MCR. Come sarà il nuovo disco del gruppo? "Rispetto al passato ci sarà una maggiore componente di folk mediterraneo, legata alla tradizione del Sud Italia. Non è escluso che venga fuori qualcosa per Obama: resta un evento eccezionale e fortifica il disco, che sarà molto militante e legato a tematiche d'attualità. Ora che la possibilità di cambiamento è arrivata inizia nuova storia: mi è piaciuto l'avvicinamento a Martin Luther King, mi tornano in mente i venti di cambiamento alimentati da Bob Dylan. Speriamo che non resti confinato all’utopia".

Martedì 16 dicembre 2008 debutta in tour alla Casa di via Ripamonti 139 a Milano. Sul sito di Massimo Ghiacci e sul suo MySpace troverete tutte le date prossime venture.