"Per noi questo album è un piccolo miracolo" dicono padre Eugene, padre Martin e padre David, i  tre sacerdoti irlandesi la cui passione per il bel canto è arrivata fino alle orecchie di un manager della Epic, che ha deciso di lanciarli in 30 paesi come The priests. Il loro cd, prodotto da Mike Hedges, che ha lavorato per gli U2, è stato registrato sia in Irlanda sia nella cappella del coro della Basilica vaticana di San Pietro: "Dio ci ha  guidato. Però per prima cosa viene il sacerdozio, poi il cantare, che è un dono di  Dio. Per noi questo album è un piccolo  miracolo". Parlando dell'esperienza nella cappella del coro della Basilica vaticana di San Pietro commentano che "registrare a San Pietro è stata una fantastica coincidenza, un altro piccolo miracolo avvenuto grazie a monsignor Pablo Colino, direttore del coro della cappella Giulia".

Nella loro avventura musicale, The Priest dicono di aver trovato sostegno da parte delle gerarchie ecclesiastiche: "Prima di tutto il nostro è un album religioso, poi in 20 anni di sacerdozio abbiamo sempre cantato, convinti che le nostre voci siano un dono di Dio da usare per evangelizzare. Così quando il nostro vescovo, che ci conosce  da quando eravamo seminaristi, ha saputo della nostra avventura non si è stupito. Certo che in caso di tour dovremmo parlarne con i nostri  superiori". E aggiungono che "sarà difficile abbandonare per lunghi periodi le nostre comunità parrocchiali". Finora si sono esibiti per i loro fedeli e per gli amici, credenti e non, ma sono sicuri che il loro debutto "i cui proventi andranno in parte ai colleghi anziani o malati, non mancherà di suscitare curiosità. La  musica sacra di solito ha un pubblico maturo, ma speriamo che, incuriositi vengano ad ascoltarci anche i giovani, che non conoscono il nostro genere. Le vecchie generazioni hanno più familiarità con questa musica, i ragazzi meno, ma quando la ascoltano per la  prima volta solitamente la trovano piacevole, così speriamo che, attratti dalla melodie, approfondiscano anche i testi". Per ora, il loro repertorio, che nell'album si articola in 14 brani, dalla classica Ave Maria alla natalizia O Holy  Night, si limita alla musica sacra "ma ci sono anche brani secolari che hanno il potere di innalzare lo  spirito e non è detto che non entrino in un prossimo lavoro. Tra questi, ci potrebbe essere persino Volare".

Dopo aver firmato sui gradini della cattedrale di Westminster un contratto da un milione di sterline, The Priests sono  pronti alle luci della ribalta: un loro concerto sara' trasmesso sulle reti americane Pbs, in Gran Bretagna la Itv ha dedicato  alla loro avventura un documentario e Time Magazine li ha resi  protagonisti di un reportage fotografico. Ma il Papa cosa pensa  di questi preti-star? "Il Santo Padre ha tanti impegni, forse  non ci conosce ancora, ma gli manderemo il nostro album per Natale".

The Priests cantano "Pie Jesu"