di FRANCESCO CHIGNOLA

Basta guardare la cover del loro primo album per capire che i Fleet Foxes (letteralmente leste volpi) non sono un gruppo come tutti gli altri: si tratta infatti di Proverbi Olandesi, un dipinto di Peter Bruegel il Vecchio datato 1559. Ma il riferimento visivo non è certo l'unico punto di forza del quintetto di Seattle capitanato da Robin Pecknold. Infatti, dopo un piccolo EP autoprodotto nel 2006 e un secondo EP prodotto da Sub Pop nel Febbraio 2008, con il loro primo album uscito a Giugno hanno conquistato tutti, pubblico e critica.

Se ne sono accorti prima di tutto i blogger e riviste musicali di culto come Pitchfork, vera e propria "bibbia dell'indie", che gli ha dato un voto altissimo (9 su 10). Ma anche riviste più istituzionali come Rolling Stone e il britannico Times se ne sono innamorate, e l'hanno promosso cum laude. Ma non si pensi ai gruppi di nicchia che generalmente vengono incoronati dalle riviste specializzate: il folk acustico dei Fleet foxes, che la band stessa definisce "pop armonico barocco", è costruita su melodie che rapiscono immediatamente, con un uso delle strumentazioni e delle armonie vocali che è senza tempo, e sicuramente al di fuori di qualunque moda.

Il gruppo suona in Italia in un'unica data nazionale, sabato 15 Novembre ai Magazzini Generali di Milano. E sono in molti nel circuito della musica indipendente a sostenere che sia questo, e nessun altro, il concerto dell'anno. Non vorrete mica perdervelo?

Di seguito, il bellissimo video del singolo White Winter Hymnal, realizzato in passo-uno, e quello di He doesn't know why, entrambi diretti da Sean Pecknold.