Una poliziotta dai toni molto intimi. Joan Wasser, in Italia per alcune date del suo tour europeo dal 22 novembre 2008, diventa Joan As A Policewoman quando le fanno notare la somiglianza con Angie Dickinson, protagonista della serie televisiva americana "Policewoman": "Era un Charlie’s Angels più diretto -racconta Joan- e quando ho iniziato a lavorare da sola ero pronta a tutto come una poliziotta". Violinista con basi classiche, punk rocker, "old soul", suona in modo non convenzionale. Il suo sito si apre con la frase "Beauty Is The New Punk Rock", la bellezza è il nuovo punk-rock. Mira al cuore della gente: "Scandaglio l'emotività. Cerco l’essenza delle cose, la distillo e la ordino musicalmente". Il gap tra il suo primo album "Real Life" e il secondo "To Survive" delinea il suo agire. "To survive" si basa su Joan pianista e cantante ed è una raccolta di canzoni scritte mentre sua madre lottava contro il cancro. La mamma è mancata nel 2007. Le chitarre sono mixate sullo sfondo e nelle melodie serpeggiano venature pop: "Procedo per sottrazione salvando solo gli elementi più potenti. Cerco di armonizzare tutto per esprimere ogni afflato".

Joan ha iniziato studiando violino e ha proseguito con la musica al college di Boston dove "ho appreso ad amare le armonie più insolite, quelle di Shostakovitch, Bartok e Sibelius. Ma non ho mia suonato musica altrui ma pezzi composti dai miei insegnanti garantivano spazio all’interpretazione". Dopo la laurea suona con alcuni gruppi art rock tra cui i Dambuilders. Diventa popolare nell'area del rock alternativo della East Coast: collabora con Lou Reed, Hal Willner e Antony And The Johnsons: "Avevo suonato musica rumorosa per tanto tempo e con loro è stato come tornare alla musica da camera, a un luogo dove c’era posto per dolcezza e sensibilità". Nel 2000 entra nella band di Rufus Wainwright: "Mi spingeva a usare la voce in mille modi ed era pignolo sul timbro. Mi ha insegnato a fare attenzione ai dettagli". Poi Wainwright la invita ad aprire i suoi concerti da solista. Arriva il primo album. In "I Defy" duetta con Antony Hegarty: "La musica è gente che suona insieme non la manipolazione di suoni su artefatti". Già col singolo "The Ride", Joan affascina critica e pubblico.

Joan è un’artista di culto poco nota negli States: "Adoro New York e Brooklyn, dove vivo, ma non amo tutti gli Stati Uniti". Ispirata dalla sofferenza della madre "To America" è diventata una riflessione sulla corruzione: "E' come se l’America fosse un malato in fase terminale". Ha suonato per Obama ma non si ritiene una cantautrice di protesta: “Quello che scrivo parla delle mie relazioni e dei miei sentimenti e uno è la rabbia di fronte all’impotenza che provo verso le orribili scelte del governo americano". Una sua canzone, "To Survive", si origina da una ninna nanna che "mia madre mi cantava quando ero bambina per scacciare la paura di essere bruciata come Giovanna d’Arco: sento quella paura anche ora. Non voglio nasconderla, tutto ciò che faccio viene dal cuore”.