di Fabrizio Basso

Jovanotti è pronto per la campagna natalizia: ripubblica in “limited edition” Safari, che di suo ha già superato le 500mila copie vendute, e presenta il libro “Voi siete qui – Jovanotti Safari Tour”, Rizzoli editore 25 euro, che non è scritto da lui ma ha lui per protagonista: “Nelle mio tour ho avuto un’ombra, il fotografo Francesco Raffaelli. Che non è un fotografo pop o rock bensì fotografa l’arte. Mi ha seguito con un macchina fotografica minuscola. E’ un racconto per immagini che poteva realizzare solo chi arriva da un altro mondo”. Il contatto tra Lorenzo Cherubini e Raffaelli  è stato la compagnia teatrale di Cesena la Societas Raffaello Sanzio “che ho sempre seguito come fan”.  Il dvd, in vendita anche da solo, racconta, oltre al concerto, il backstage e gli attimi che precedono l'apertura delle danze, ed è molto cinematografico grazie alla regia di Marco Ponti. A voler essere pignoli, in questo anno straordinario, c’è forse un vuoto, San Siro: “Ci sono stato con i Negramaro –dice Jovanotti- e poi mi sono divertito nei palazzetti e nelle arene. Farò ancora un po’ di date tra cui una a Parigi. Nel 2009 andrò a suonare all’estero”.

Per caricarsi si concede un po’ di sano otium: “In questo periodo non faccio niente, che è una parte importante del mio lavoro. Scrivo pochissimo e disegno tanto. Faccio gite in bicicletta e passeggiate”. E si è divertito a doppiare un personaggio dei Simpson: “Per una puntata sarò la voce del concorrente del venditore di fumetti”. Eccoci al pensiero politico di Lorenzo. A partire dagli studenti che “guardo con simpatia. Hanno una bella energia e usano la parola futuro. Li vogliono politicizzare ma si percepisce che c’è qualcosa di nuovo. E soprattutto esistono: li avete mai sentiti nominare in campagna elettorale? E’ grave tagliare l’economia alla scuola”. Ha galvanizzarlo c’è la vittoria di Obama che “è un 11 settembre al contrario. E’ una figata spaziale, è la sconfitta dei cinici che credono che il mondo non possa cambiare. Il mondo riparte e non è successo su Marte o Venere ma da noi. La figura di Obama è più forte di quella di Kennedy. Sono così d’accordo con lui che ritengo la sua vittoria un mio successo personale”.