Ritorna Tonino Carotone. Nuovo disco, "Ciao Mortali!" e nuovo tour. Carotone è su di giri: "Lo spettacolo non si discosta, come impostazione, da quello che ha preceduto l'uscita del nuovo album, ma ora cantiamo le nuove canzoni. A ciò va aggiunto qualche ritocco alla band. Siamo migliorati. Canto con sentimento e il sentimento: le mie sono canzoni ricche di speranze e illusioni". Una è dedicata a Buenos Aires, città che Carotone ama: "E' un luogo fantastico dove la notte non finisce mai. E' una città un po' canaglia ma seducente". In Italia questo ragazzo di 38 anni sempre stralunato, che all'anagrafe si chiama Antonio De La Cuesta, è deflagrato nel 2000 con "Me Cago en el Amor" meglio nota come “E’ un mondo difficile”. Ma la sua passione per la musica risale alla fanciullezza: ha 7 anni quando gli regalano una chitarra troppo grande perché riesca a suonarla. Nei primi anni '80 con un gruppo di punk spagnolo fonda i Cagando Duro: suona la batteria. Poi passa ai Tijuana In Blue, band molto amata che si scioglie all'improvviso. Dalle ceneri emergono i Kojòn Prieto y los Huajolotes che suonano ritmi messicani: basta batteria, ora gioca voce e armonica. E’ il periodo in cui scrive le prime canzoni: la critica li osserva da distante ma tra la gente i consensi sono tanti e valicano confini regionali. Il primo brano di successo è "Insumision" ovvero renitenza alla leva e racconta il suo anno trascorso in carcere come obiettore di coscienza, speso a imparare a suonare la chitarra.

A Granada incontra Manu Chao e inizia una collaborazione sempre più stretta che si trasforma in amicizia: “Ha partecipato al mio album, io al suo. Stavolta mi ha affiancato in una canzone che unisce le due passioni degli uomini, le donne e il calcio, . Con Eugene Hutz dei Gogol Bordello ci siamo conosciuti a Barcellona ed è stato spontaneo invitarlo nel mio album: ha duettato con me in . Ricambierò nel loro prossimo disco. E non solo: i Gogol Bordello suoneranno a Barcellona l’8 dicembre e io sarò sul palco con loro”. Non poteva mancare, visto il legame che ha con l’Italia, la collaborazione con un gruppo di casa nostra: “Da tempo conosco Bandabardò. Ci siamo sempre ripromessi di combinare qualcosa insieme. Questa volta avevo un brano perfetto, ”. Il titolo dell’album, che arriva cinque anni dopo il precedente “Senza ritorno” è impegnativo, “Ciao Mortali!”: “Io vado sempre avanti, nessuno si bagna due volte nella stessa acqua. Il nostro è un cammino verso la morte e quindi bisogna vivere al massimo”. Andate a vederlo in concerto ma se vi capita di essere Barcellona andate a curiosare in Plaza del Tripi: potrete trovarlo nei bar a inseguire la vita.