Nuovo album per Beyoncé. Si intitola "I am....Sasha Fience". La sua storia ce la racconta l'ex Destiny Child in questa intervista.
Questo 2008 è stato per lei frenetico. Cone ha trovato il tempo anche per ealizzare un album?
Faccio questo lavoro ormai da tanti anni. Ho fatto il mio primo album con le Destiny’s Child a 15 anni, ora ne ho 27 e ho tagliato tanti traguardi. Sentivo che era giunto il momento di ricaricarmi artisticamente, così mi sono detta: isoliamoci per un anno intero. Non sapevo, in realtà, se sarebbe stato per sei mesi o due anni. Non volevo avere fretta. Ho registrato un sacco di canzoni continuando a ripetere a me stessa che potevo fare di meglio. Così il lavoro ha continuato a evolversi. Io non avevo paura di cimentarmi con cose nuove e diverse. Alla fine sono arrivata a questo sound per me inconsueto.
Da dove parte l'idea?
L’album si intitola I Am... Sasha Fierce. Avevo un gran numero di canzoni, con sonorità molto differenti. In me ci sono davvero due persone distinte: quella che si vede nella vita reale e quella che sono sul palco. Ho deciso di dividere l’album a metà. Ci sono le canzoni d’amore, che sono probabilmente le più innocenti, pure e vulnerabili e poi ci sono brani più sensuali e focosi che rappresentano Sasha Fierce. Volevo mostrare al mio pubblico entrambe le personalità, perché è così che sono.
Ci parli del singolo If I were a Boy.
If I Were a Boy è la canzone dell’album che in questo momento preferisco. Le mie preferenze cambiano continuamente. E’ il primo singolo, l’ho amato fin dal primo istante. Ho lavorato nel film Cadillac Records dove ho interpretato Etta James. Lei era molto passionale, istintiva, fiera e impavida. Mi ha trasmesso una prospettiva diversa della vita e della mia carriera artistica. Alcune delle cose dalle quali mi sentivo attratta dopo aver girato quel film erano cose che prima di allora non mi avrebbero normalmente entusiasmata. Lei ha sempre fatto tutto quello cha voluto, senza preoccuparsi di essere in qualche modo etichettata. Ha fatto R&B, Soul, Rhythm’n’Blues, Rock’n’Roll, praticamente qualsiasi cosa. Anch’io amo la musica popolare, la musica alternativa e il soul. Così quando ho sentito If I Were a Boy, Toby Gad, il produttore, in realtà mi aveva detto: . Adoro il brano perché è estremamente sincero, senza tempo. E’ un pezzo che puoi ascoltare all’infinito, è contagioso e non ti stanchi mai di sentirlo perché racconta di situazioni vere. Non parla esattamente di infedeltà, ma piuttosto delle piccole cose che accadono all’interno di una coppia quando l’altro si approfitta di te. E’ quasi la conclusione di Irreplaceable. Parlo di tutte le cose che farei se fossi un ragazzo. E non dico . If I Were a Boy è un classico. Non parla esattamente solo degli uomini, perché a volte nelle relazioni le donne possono comportarsi allo stesso modo.
Come è nata la sceneggiatura del video di If I were a Boy?
Non ricordo quanti video ho realizzato, ma volevo che tutto fosse perfettamente classico. Ho voluto che tutte le mie foto per il progetto fossero in bianco e nero, come pure i video. E ho guardato un mucchio di vecchi video per cercare ispirazione. Ho steso un paio di sceneggiature, alla moda, molto spettacolari, ma toglievano emozione al brano. Mi trovavo in volo con un’amica, di ritorno da New York. Pensavamo a tutte le cose che abbiamo visto accadere nelle relazioni. Ho pensato: sai, questo dovrebbe essere quasi come un film. Voglio che tutti vedano come sarebbe se una donna facesse alcune di queste cose. Ero molto determinata, tutto doveva essere spiegato senza sotterfugi. Volevo che l’approccio fosse molto diretto, forse anche più brutale di quello che è in realtà. Quando dai per scontato il rapporto con una persona, fai cose che possono farti stare male ma servono per farti maturare. Così ho pensato: voglio fare tutte queste cose, ma proprio nel momento in cui sei così spietata e ti aspetti che gli uomini dicano , vedi anche il rovescio della medaglia e comprendi quello che l’uomo ha fatto. Quindi ho scritto la storia e ho chiamato Jake Nava, un brillante collaboratore, che ha lavorato ai miei migliori video. Era galvanizzato dall’idea e insieme l’abbiamo messa sulla carta. Volevo che fosse ambientato a New York per catturare il sapore di quella città. Di solito i miei video sono ambientati a Los Amgeles, quindi ci voleva qualcosa di diverso. Abbiamo fatto il casting e abbiamo trovato attori eccezionali. Ci sono voluti tre giorni di riprese ed il risultato è stato addirittura superiore alle mie aspettative.
Il sound di tutto l'album esula dal suo percorso musicale. Dove nasce un cambio così radicale?
Ho ascoltato Adele, alcune delle cose di Etta James, perché in quel periodo dovevo interpretare il suo ruolo nel film, molti dei motivi classici R&B, come Stevie e Donnie Hathaway. Poi ho ascoltato The Coldplay. Ci sono parti che ricordano i Beatles. E’ una sorta di commistione delle cose che amo e che non fanno parte del repertorio più scontato. Il mio obiettivo era la semplicità: il piano, la chitarra, neppure troppe percussioni, ma le batterie che ho inserito sono registrate dal vivo. Qualcosa che dal punto di vista sonoro non andasse mai fuori stile. Ci ho messo solo un pochino di elettronica.

Il video di If I were a Boy