di Fabrizio Basso

E' il rapper dell’anno. Eppure Marracash urla i suo pensieri da tempo ed è uno dei rapper più ascoltati. Nonostante il suo unico, disco da solista sia uscito da pochi mesi fa, questo ventinovenne della Barona, quartiere periferico di Milano, gira l’Italia da tempo. La fama l’ha raggiunta con “Badum cha cha”, brano che le radio hanno passato tantissimo e che è diventato un tormentone. C’è addirittura chi ha "incollato" la canzone su un filmato dei Simpson. Oltre ad avere attraversato un anno speciale, Marracash ha, in qualche modo, salvato un genere, il rap, che stava affondando: “Sono contento di avere contribuito alla rinascita. Erano usciti alcuni dischi che non avevano rispettato le attese e quindi si rischiava la crisi. Non dico che il mio album abbia salvato la patria, ma il fatto che sia andato bene di certo ha dato nuova energia all’hip hop”. L’analisi di Marracash va oltre le difficoltà, entra nelle arterie di questa musica che arriva dai ghetti d’America: “E’ mutata la cultura hip hop e si è contaminata. In origine era giovane e chiusa in se stessa, oggi ha oltre trent’anni, si è evoluta e mescolata ad altri generi musicali. Negli Stati Uniti la forza di certi autori e di tanti testi si è smarrita. Se devo citare a qualcuno che ha contribuito all’evoluzione del genere penso a Eminem e Kayne West”.

La Universal Music ha appena ripubblicato, in gold edition, l’album Marracash arricchito con tre inediti: “Sono brani che hanno una storia diversa. Non confondermi nasce dall’esigenza di raccontare gli sviluppi del successo. Risalgono al mio repertorio underground del 2005 La via di Carlito e La mia prigione. Ho anche rifatto Solo io e te con l’aggiunta di una strofa cantata da Jenny B”. I temi affrontati sono quelli che stimolano Marracash da sempre: droga, disagio giovanile, mala-politica. La gente va ai sui concerti perché non teme di metterci la faccia. A fine novembre 2008 è circolata la notizia che in Svizzera potrebbero liberalizzare le droghe leggere: “Quello della legalizzazione è un concetto di difficile e varia interpretazione. Dipende molto dalla nazione. In Svizzera potrebbe funzionare, in Italia no: siamo carenti di senso civico. Il processo degenerativo dell’Italia ha fregato quasi tutti. I giovani che vengono hai miei concerti soffrono di assenza di speranza. Verso la politica ci sono disincanto e poca fiducia. Assistiamo a continui litigi politici. Non potrei mai fare il politico. Non voto da qualche anno, non seguo il loro gioco: sembra che lavorino per allontanare le persone dalla politica anziché avvicinarle. I discorsi politici sono poco legati alla realtà: come fai a votare senza un programma comprensibile? L’unica speranza arriva da Barack Obama: è un simbolo, spero influenzi l’Europa”. Torniamo alla musica. Per il nuovo album c’è tempo: “Non sono un autore prolifico. Ora voglio spingere ancora Marracash, che a gennaio avrà un nuovo singolo. Poi penserò al seguito”.

La versione Simpson di Badabum Badabum Cha Cha