"Questi per me sono stati anni intensi, pieni di musica, eppure l'ultimo inedito risale a sette anni fa: sembra incredibile che sia passato così tanto tempo! Ora sono uscita con un nuovo lavoro in cui ho ritrovato vecchi amici e ne ho conosciuti di nuovi, è stata un'esperienza stimolante. Sono sempre più convinta che nel confronto con gli altri risieda l'essenza del nostro mestiere. Sono le parole di Fiorella Mannoia che commenta il suo nuovo album Il Movimento del dare. Un disco pieno di sorprese, che da febbraio 2009 verrà portato in tour, con  molti  autori che per la prima volta hanno scritto appositamente canzoni per lei: Luciano Ligabue ha firmato il singolo Io posso dire la mia sugli uomini. Poi hanno scritto canzoni Franco Battiato, Tiziano Ferro, Lorenzo Jovanotti, Pino Daniele e Bungaro. Non potevano mancare tra i grandi nomi Ivano Fossati, l’amico di sempre, e Piero Fabrizi, produttore storico e arrangiatore dell’album. Il disco è impreziosito dai duetti con Franco Battiato e Tiziano Ferro che cantano con lei per la prima volta.

"E' misterioso come a volte gli uomini riescano a scandagliare l’animo femminile meglio di noi stesse", commenta la Mannoia e aggiunge che "forse è soprattutto una questione di empatia". Lo confermano in questo disco i testi di Io posso dire la mia sugli uomini e Capelli rossi, firmati rispettivamente da Ligabue e Pino Daniele: ci sono cose che (di solito) gli uomini non dicono ma che riescono a esprimere quando scrivono per Fiorella. Riescono a parlare di sentimenti con la libertà e la spontaneità di cui, abitualmente, sono più capaci le donne. Ascoltando Fiorella Mannoia che canta non si pensa che quelle parole siano uscite dalla penna di un uomo. Sembrano non scritte per lei ma da lei tanta è la sua capacità di sapersi immedesimare nelle parole maschili: che siano firmate da compagni di viaggio come Ivano Fossati (La bella strada) e come Piero Fabrizi (Primavera e Cuore di pace) o da nuovi amici (Bungaro con Fino a che non finisce), che siano espressioni della poetica di Franco Battiato e Manlio Sgalambro (Il movimento del dare) o del funambolismo di quel giocoliere di vocaboli che è Lorenzo Jovanotti (Io cosa sarò). E ancora Il Re di chi ama troppo” scritto da Tiziano Ferro che Fiorella fa suo con serena disinvoltura. Infine Sogno di Ali dove ogni distinzione di sesso, religione, nazionalità e cultura si annulla in una ninna nanna universale. Il Sogno di Ali”, di Piero Fabrizi, è stata scritta per il bambino Abdhul Ali, ferito gravemente da un proiettile vagante durante la guerra in Afghanistan. Il brano, ispirato da un suo disegno, è stato inserito nel progetto Adotta un Disegno ideato e realizzato da Vauro per Emergency.