di Marco Agustoni

L’industria discografica non gode di ottima salute, ultimamente, e di rado è disposta a investire su nuovi talenti, preferendo piuttosto andare a colpo sicuro con artisti già affermati. Chi produrrà allora gli album dei tanti sconosciuti ma talentuosi musicisti che strimpellano in giro per il mondo? I loro stessi fan, come suggerisce il sito www.sellaband.com. Per verificare la soluzione offerta da SellaBand, abbiamo provato a seguire la storia di un singolo artista che ha deciso di mettersi alla prova con questo nuovo modello di discografia.

Dopo essermi iscritto al sito da semplice utente, ho ascoltato le canzoni di un po’ di gruppi e di solisti. Ho individuato un musicista convincente, ovvero il folk singer inglese Daniel Ward-Murphy, e seguendo le istruzioni del sito, ho comprato una Part (ovvero un gettone da dieci dollari, somma non troppo impegnativa), che ho assegnato al mio nuovo beniamino. Dopodiché, ho aspettato. Quando, dopo un po’ di tempo, Ward-Murphy è riuscito a convincere abbastanza gente a impegnare dieci dollari per lui (diventando così suoi Believers), raggiungendo la fatidica cifra di 50.000 dollari, SellaBand lo ha portato in studio e gli ha fatto incidere il suo disco d’esordio, intitolato Until the Morning Light.

Terminate alcune settimane fa le registrazioni, SellaBand ha inviato a tutti i suoi Believer una copia in edizione speciale del cd, assieme a un link per scaricare l’album in formato mp3. Ho ricevuto il pacchetto da SellaBand pochi giorni fa, e l’ho aperto senza particolari aspettative. Non mi ricordavo neanche più se avevo assegnato la mia Part a Ward-Murphy per le sue doti di musicista o per l’omino stilizzato che ha scelto come logo. Ho messo il disco nel lettore cd, e ho cominciato ad ascoltare il folk melodico del musicista britannico. Non male, penso dopo le prime due canzoni: dopotutto ho comprato dischi ben peggiori a cifre anche maggiori. Arrivo alla fine del disco e concludo che sì, Daniel Ward-Murphy non è magari un musicista particolarmente originale, ma ha talento e tutte le carte in regola per sfondare. Insomma, dieci dollari investiti bene.

Ma ritorniamo all’idea alla base di SellaBand: in pratica il sito produce solo dischi che sono già virtualmente venduti ai Believers, e non può quindi perderci dei soldi. Il rischio editoriale è invece spalmato tra i Believers e diventa in pratica risibile, poiché mal che vada un utente avrà “buttato” solo dieci dollari. Inoltre, prima che un musicista raggiunga i 50.000 dollari, un Believer può cambiare idea e spostare il proprio credito su un artista differente (evitando così di aver investito i propri soldi su qualcuno che non riesce poi a pubblicare un disco). Dulcis in fundo, a partire dalla prima copia del disco venduta in aggiunta a quelle fornite ai Believer, ognuno di essi riceverà una piccola quota di proventi, in proporzione al numero di Parts comprate.
Avete sempre sognato di diventare impresari discografici? Ecco, in piccolo SellaBand ve ne dà l’occasione.