di Fabrizio Basso

Giovani band crescono. Il rock italiano sta benone. Dopo i Finley ecco Sonohra, Lost, dARI, Melody Fall, No Conventional Sound e Fou. I Sonohra, ovvero i fratelli veronesi Luca e Diego Fainello dopo anni trascorsi a suonare in provincia vincono Sanremo 2008 categoria nuove proposte e decollano: “Dopo il Festival è stato un susseguirsi di sorprese. Ai TRL Awards abbiamo vinto nella categoria Best New Artist. Abbiamo avuto la nomination per gli European Music Awards. Ma soprattutto abbiamo il disco in classifica da quasi un anno”. La loro ricca stagione di musica dal vivo è raccontata in Sweet Home Verona un disco più dvd registrato al Teatro Romano di Verona. Le canzoni che hanno fatto conoscere e amare i Sonohra vengono eseguite in chiave acustica: Liberi da sempre, L'amore e Love Show diventano piccoli gioielli unplugged. I loro concerti prevedono cover di Dire Straits, BB King, Abba e Robert Johnson.

Veneti, ma ma di Vicenza, i Lost. Che hanno appena perso il chitarrista Giulio Dalla Stella che ha lasciato il gruppo perché ha preferito l’università alla musica. Andranno avanti in quattro: il cantante Walter Fontana, il chitarrista Roberto Visentin, il batterista Filippo Spezzapria e il bassista Luca Donazzan. Esplosi in rete, sono stati adottati da Mtv che ha griffato il disco più dvd Lost Live&Mtv.it. E’ la prima produzione targata mtv.it, la community di Mtv Italia. Oltre a successi quali Oggi, Tra pioggia e Nuvole e Standby, Il Silenzio ci sono le cover in versione rock di Sexy Back di Justin Timberlake e Everybody dei Backstreet Boys. La vera chicca sono gli extra: tutte le apparizioni dei Lost nei programmi di Mtv, una galleria fotografica, alcuni video e una intervista al gruppo.

A Milano è stata la stagione dei Fou: il loro obiettivo, condensato nell’album Procurarsi Guanxi è dimostrare come l’indie pop sia tutto e niente: elettronica, megafoni, voci che si rincorrono, arrangiamenti a volte punk, altre anni ’70 altre rock e basta. Pianoforte e strumenti giocattolo, testi ispirati e non, passaggi non capibili forse al primo ascolto perché in un italiano libero, sgrammaticato, licenzioso. I Fou hanno la voce di Donut: per lei suonano Giugi, Morandi, dEbE, Giulio e Tony Tagliucci.

Dalla Valle d’Aosta arrivano I dARI. Nascono nel 2004 ma esplodono tra il 2007 e il 2008 quando il loro brano Wale (Tanto Wale) compare su YouTube e diventa un cult tra i ragazzini. La musica di Fabio Cuffari, Dario Pirovano, Andrea Cadioli e Daniel Fasano è una via di mezzo tra l’emotronik e il glam punk. Anche nel look sono radicati negli anni Ottanta, tra j-pop e glam. Il 12 settembre scorso è uscito “Sottovuoto generazionale”, loro primo album, con testi veloci ma spietati che raccontano una quotidianità infarcita di delusioni e un universo privo di punti di riferimento.

Siamo a Torino. La città sabauda ha creato i Melody Fall: oltre duemila persone hanno seguito i loro concerti in Giappone e il MySpace veleggia oltre i 600mila contatti. Neanche 83 anni in quattro, Fabrizio Panebarco, Pier Andrea Palumbo, Marco Ferro e Davide Pica fanno una musica che alcuni definiscono rock, altri pop o ancora pop-punk, emo, emocore e screamo. Il loro album, ricorda il pop-punk californiano e ha per titolo il loro stesso nome. Vengono paragonati a Blink 182, Vanilla Sky e Simple Plan. I Melody Fall nascono nel 2003 in un liceo torinese iniziano a suonare e non si fermano: il salto di popolarità arriva all’ultimo Festival di Sanremo col brano Ascoltami.

Hanno aperto il concerto di Vasco Rossi all’ultimo Heineken Jammin Festival e poi quello dei Deep Purple. Pure loro vengono da Torino. I No Conventional Sound sono usciti a fine ottobre con Stare a Galla, primo album che arriva dopo un periodo di intensa attività dal vivo ed è preceduto dal singolo Va tutto bene. Si chiamano Brasko, Kris, Panda, Cava, Basi e Swa e suonano un rock puro, aggressivo e particolarmente energico. Insomma un fermento bello e positivo, giusto per smentire chi vuole il rock nostrano in letargo.