di Chiara Ribichini

Due donne che si contendono lo stesso uomo, il binomio amore e morte, il tradimento, la sete di vendetta, creature ultraterrene. Tutti temi cari al romanticismo conditi con un’altissima dose di esotismo. La bayadère (letteralmente la danzatrice del tempio), nella versione coreografica di Natalia Makarova dall’originale di Marius Petipa (1877), che ha aperto la stagione di Balletto al Teatro alla Scala di Milano e in cartellone fino al 31 dicembre, riporta in vita un’India leggendaria. Abiti arabescati, gioielli, veli, incensi, danze tribali, i rituali legati al fuoco sacro, scenografie imponenti. Lo sfarzo della corte da una parte e un mondo ultraterreno dall’altra. Il rosso, l’oro e il bianco i colori dominanti sul palco.
Il balletto, ispirato al poema indiano Sakuntala di Kalidasa, narra della baiadera Nikiya innamorata di Solor che la ama a sua volta ma è stato promesso a Gamzatti, figlia di un Rajah. Gamzatti invia a Nikiya un cesto di fiori in cui è nascosto un serpente velenoso che la morde e la uccide. Solor allora sogna di incontrare Nikiya nel regno delle ombre ma, successivamente, durante le nozze tra questi e Gamzatti, il tempio crolla seppellendoli sotto le macerie. La musica di Ludwing Minkus si piega come poche altre alle regole della danza.
L’atto bianco (il Regno delle Ombre) è una vera perla di coreografia. Uno dei massimi capolavori del grande coreografo Marius Petipa, arrivato ai nostri giorni quasi integralmente, racchiude l'essenza della danza nelle sue geometrie perfette. 24 ballerine in tutù bianco entrano in scena una dietro l'altra su un piano inclinato, lasciando la platea ipnotizzata.
Interpreti principali delle prime rappresentazioni due grandi stelle della danza internazionale come Roberto Bolle e Svetlana Zakharova. Un vero incanto per gli occhi.
Svetlana, che si è imposta sulla scena mondiale con la sua interpretazione di Odette/Odile ne Il Lago dei Cigni, nominata un anno fa étoile ospite della Scala ed eletta alla Duma (la Camera bassa del Parlamento Russo), è una Nikiya da un’eleganza unica. Ogni piccolo gesto, ogni suo sguardo, ogni passo, ogni port de bras (tecnicamente movimento di un braccio) strega il pubblico. Impossibile distogliere lo sguardo dal suo corpo etereo e allo stesso tempo capace di esprimere emozioni fortemente terrene. Roberto Bolle (Solor), acclamatissimo dal pubblico scaligero ad ogni suo ingresso sul palco, si impone sulla scena con la sua fisicità e la sua padronanza tecnica. Tra loro Gamzatti, interpretata da Marianela Nuñez, principal del Royal Ballet. Statuaria, dal temperamento forte, con una grande presenza scenica. Tra i solisti spicca Antonino Sutera nel ruolo dell’Idolo d’oro. Intorno un corpo di ballo chiamato a una grande prova, dignitosamente superata.