di Fabrizio Basso

Stellare. E intelligente. In queste due parole c’è tutto il Live Safari Tour di Jovanotti, che chiude il suo trionfale 2008 la notte di San Silvestro a Genova, in quella che considera una delle città italiane più multiculturali. Jovanotti salirà sul palco intorno alle 23 e poi, terminato il concerto, potrebbe proseguire la serata nei panni di deejay.
Lo scorso 12 dicembre 2008, presentando questo frizzante capodanno, Jovanotti ha promesso una serata speciale, con sorprese e ospiti: e infatti la scaletta sarà “contaminata” da qualche brano da…fine anno. Non si sa ancora, in realtà, cosa stia inventando, ma di certo anche se fosse lo spettacolo che ovunque ha registrato il tutto esaurito sarà comunque un concerto straordinario. Il Live Safari Tour è un evento multimediale lungo oltre due ore, incalzante pure nei momenti romantici. A far vibrare l’adrenalina, quando il rap si fa duro, due batterie portentose che fanno ondeggiare il pubblico già quando Lorenzo appare sul palco con una giacca di Costume National sulla quale ha fatto cucire dei led alla Cavaliere Elettrico: salta e canta mentre i suoi ragazzi scaricano un’onda di musica. Dietro di lui uno schermo in led di 21 metri per 6 che anima storie fantastiche. Anche drammatiche ma pur sempre fantastiche. Che Lorenzo traduce in canzoni.
Incontriamo, brano dopo brano, Bruce Lee e Riccardo Muti, Bud Spencer e Jimi Hendrix, una fucilazione tratta dalla Montagna Sacra di Jodorosky e il bacio di Kate Winslet e Leonardo di Caprio in Titanic fino ai carri armati di piazza Tien An Men che accompagnano Canzone d’amore, un contrasto coraggioso che ricorda come “l’amore smuove le montagne”. Parla poco. Ma il suo corpo è parola. Non ha bisogno di pontificare dal palco. Lui è l’ombelico del mondo e sul palco lo ricorda con uno sconquasso sonoro magnetico. E’ un concerto su due binari. Ci sono tanti pezzi lenti: ecco perché bisogna schiaffeggiare la gente quando il ritmo cambia. Le due batterie sono state la chiave di svolta: per la prima volta le vide utilizzate dai Genesis. Tra musica e immagini è un concerto ricco che riflette l’anima incasinata di Lorenzo.

Incasinata ma pure curiosa e sentimentale. Chissà quali magie inventerà per lo specialissimo capodanno genovese. Potrebbe invitare qualche collega ligure: di certo aleggerà Fabrizio De André perché, come ha detto Lorenzo di recente, “lui c’è sempre, è una divinità laica”. E’ quasi certo un omaggio a Faber: al debutto del tour, a Rimini, eseguì la prima strofa della Rimini di De André. Quando è l’ora di spegnere musica e luci di solito “presta” il palco a Domenico Modugno che canta Vecchio Frac: mister Volare appare sullo schermo di led e racconta la melanconica vicenda di quel signore che porta “sul candido gilet un papillon di seta blu”. Per Jovanotti è un cantante straordinario, che ha precorso i tempi.
Chi vuole una anteprima del Capodanno al Porto Antico di Genova, può affidarsi alla “limited edition” di Safari, che di suo ha già superato le 500mila copie vendute, e che abbina al disco il dvd del concerto. Poi c’è il libro Voi siete qui – Jovanotti Safari Tour, Rizzoli editore 25 euro, che non è scritto da lui ma ha lui per protagonista. Porta la firma di Francesco Raffaelli, fotografo d’arte prestato alla musica. Non dimentichiamo, infine, che grazie a un accordo con Enel il concerto sarà a impatto zero: verrà impiantato un certo numero di piante per compensare l’emissione di anidride carbonica.

Per Jovanotti è una battaglia importante perché l’Italia è indietro rispetto all’Europa ma è altrettanto vero che sta crescendo la consapevolezza che la qualità dell’energia garantisce una qualità di vita migliore. Intanto, ci pensa lui a regalare un po’ di gioia. Come urla il suo popolo “canta che ti Jova”.