Suonare con Charles Mingus è un privilegio. I Quintorigo hanno questo privilegio e anche di più: con l’album e lo spettacolo Quintorigo plays Mingus non solo propongono un’opera monografica sul compositore di Nogales, Arizona, morto il 5 gennaio 1979, ma sono stati eletti formazione dell’anno al Top Jazz 2008, il tradizionale referendum indetto annualmente dalla rivista Musica Jazz. I Quintorigo sono Valentino Bianchi, sax, Andrea Costa, violino, Gionata Costa, violoncello, Luisa Cottifogli, voce e Stefano Ricci, contrabbasso. Ed eccoci al lavoro su Mingus: "Il concetto –racconta Valentino Bianchi- è quello dell’opera monografica. Noi proponiamo le sue composizioni riarrangiate. Ma non di solo concerto si tratta: c’è la lettura di parti della sua autobiografia, intitolata Peggio di un bastardo e che ha scritto poco prima di morire. Lo spettacolo segue il corso della sua vita. Non mancano videoproiezioni di un epoca, quella di Charles, e in alcuni momenti sembrerà davvero di averlo sul palco con noi". Fanno da lussuoso accompagnamento una scenografia di lampade e un fondale serigrafato che i Quintorigo si sono autofinanziati. E questi giochi di immagini e luci sono una valore aggiunto rispetto all’album, che già di per sé è un piccolo capolavoro. Oltreché con Quintorigo plays Mingus, il quintetto romagnolo è in vendita con Le Origini, pubblicato dalla loro vecchia casa discografica, la Universal: "Da qui l’idea di crearci intorno uno spettacolo con voce maschile. Sarebbe la nostra terza opzione dal vivo. Oltre a quella su Mingus e questa, in fase di studio sugli esordi, abbiamo uno spettacolo più tradizionale. Ma al momento siamo concentrati su Charles, è un investimento impegnativo, anche dal punto di vista filologico". Da quando ha abbandonato il gruppo il cantante John De Leo, i Quintorigo si sono affidati alla voce di Luisa Cottifogli ma con la licenza di ricorrere ancora a una voce maschile: "Continueremo a lavorare con lei, non c’è l’intenzione di tornare stabilmente a una voce maschile. Se però occorre, la usiamo. Non scordiamoci che le nostre origini sono più rock. Abbiamo debuttato facendo cover di David Bowie e Jimmy Hendrix. Facendo jazz ci è tornato il desiderio di riprendere percorsi rock".

Oltreché per il talento artistico, Mingus è passato alla storia per l'impronta politico-sociale che ha dato alla sua musica. Questa importante sfumatura è stata determinante per i Quintorigo: "E’ stato prima un lottatore poi un musicista. Una bandiera per imporre certi ideali: ha lottato, e violentemente, contra la guerra e contro il razzismo, lui che era un meticcio. E' stato umiliato dal sistema americano degli anni ’50 e ’60. Noi condividiamo le sue battaglie, sosteniamo il pacifismo e l’integrazione razziale. Il fatto che noi suoniamo Mingus mentre Obama si avvicina alla Casa Bianca è un caso: ma nel nostro provincialismo siamo contenti”. I Quintorigo non riescono a cristallizzarsi. Sono in evoluzione costante: “Una volta il jazz era un pizzico di spezie su un piatto, non la portata principale. Ora suoniamo il jazz esplorando il rock”.

I Quintorigo in Robots