Nato a New York per caso ma Napoli-dipendente, Sal Da Vinci si prepara ad affrontare l'Ariston. Col brano Non riesco a farti innamorare termina un inseguimento al festival lungo 14 anni. Figlio di uno dei massimi interpreti della sceneggiata napoletana, nasce in America, per l'esatetzza a Brooklyn "dove non sono mai tornato nonostante abbia dei parenti che vivono là. Prima o poi attraverserò l'Oceano e vorrei farlo in compagnia, oltreché della mia famiglia, della mia musica”. Il suo vero nome è  Michael Salvatore Sorrentino. E' orgoglioso della sua città “e di mio figlio Francesco che ha 15 anni e gioca nel Napoli. Invece Anna Chiara, 10 anni, danza”. Giura di non poter vivere lontano da Napoli: “Mi ha restituito più di quello che io le ho dato. Conserva un senso di umano. C’è sempre uno sconosciuto che ti sorride”. Non smorzano questi amorosi sensi né la né la spazzatura né una politica zoppicante. L’esclusione di Gomorra dalla corsa all’Oscar resta per lui motivo di soddisfazione: “Non so i criteri di valutazione dell’Academy ma sono convinto che nel mondo esistano tante Gomorra. Immagino la delusione di chi ha lavorato a questo progetto ma non deve rattristarsi: essere presi in considerazione è già un successo. E poi il passato insegna che a conquistare la statuetta non sempre è il film più visto e amato. Il cinema italiano è unico: cito a caso una qualunque scena della Filomena Marturano, Vittorio De Sica, il sorriso di Sophia Loren, le battute di Alberto Sordi. E ancora Massimo Troisi, Roberto Benigni, Marcello Mastroianni e il Principe Totò. E’ grande il cinema italiano”.

Il brano sanremese porta anche la firma di Gigi D’Alessio: “Ci conosciamo da anni. Abbiamo scritto pure un pezzo che non ha mai visto la luce. Si intitolava La pioggia che veniva giù o qualcosa del genere. Lui è una star internazionale e sono fiero di conoscerlo. Non riesco a farti innamorare è nato lavorando al disco in uscita il 18 febbraio". A fine 2008 avevà già pubblicato Canto per Amore: "Raccoglie un po' di canzoni napoletane storiche cui ho aggregato un paio di inediti”. Tutto è pronto per Sanremo. Non teme niente. Neanche le polemiche. Al momento il bersaglio preferito è Povia? Sal Da Vinci lo difende: “Non si discrimina l’umanità. E Povia non lo fa, racconta, rappresenta: credo possa definirsi libertà di parola. Ho molti amici gay e sono persone speciali. L’omosessualità non è una morbo bensì un elemento umano. E’ come essere biondi, bruni o rossi. Siamo tutti esseri umani ma è più facile fare finta di nulla e scordarsene”.