di Marco Agustoni

Dal 30 gennaio 2009 anche i cuneesi Marlene Kuntz avranno il loro Best of, per quanto l’idea di una raccolta di successi sia piuttosto lontana dagli ideali musicali del leader Cristiano Godano e dei suoi compagni d'avventura. È il cantante e chitarrista stesso a sottolinearlo: "I best of sono per lo più operazioni discografiche. Di solito non è il gruppo a sentirne l’esigenza". Ma ci tiene a puntualizzare: "Non ci dissociamo da questa operazione, anzi sono intrigato dal fatto che ci sia un nostro best in giro. È come la consacrazione di un percorso". Il Best of contiene diciassette brani, di cui tredici sono presi dai sette album di studio incisi tra il 1994 e il 2007, a partire da Catartica fino a Uno: "Non è stato facile scegliere i pezzi -prosegue Godano- se ci avessero lasciati soli a decidere saremmo ancora qui". E aggiunge il chitarrista Riccardo Tesio "varie canzoni significative ma di lunga durata sono state escluse per pure ragioni di minutaggio".

Il Best of racconta, in ogni caso, della traiettoria seguita negli anni dai Marlene Kuntz, dagli esordi più duri fino alla recente svolta intimista. Poi c’è l’inedito, intitolato Il pregiudizio, brano nato mentre Godano stava raccogliendo idee per un nuovo disco: "Il testo parte come riflessione sulla negatività del pregiudizio, come si evince dalle strofe. Poi, quando arriva il ritornello, non riesco effettivamente a parlarne male fino in fondo, poiché tutti siamo, prima o poi, inevitabilmente passibili di pregiudizio, anche solo per ragioni culturali o per il fatto di nascere in un luogo piuttosto che in un altro". Come detto, la raccolta comprende anche tre cover. Ecco come Godano spiega questa scelta insolita per un greatest hits: "È stata una chance di incuriosire. E in questo modo non ci siamo fermati a una semplice autocelebrazione". Due di queste cover sono nate quasi per caso: Impressioni di settembre della PFM è stata eseguita per la prima volta dai Marlene Kuntz durante una puntata della trasmissione televisiva Scalo 76 assieme a Francesco Renga, su consiglio di quest’ultimo. La verità di Giorgio Gaber era stata invece commissionata loro per la colonna sonora del film documentario Checosamanca. La versione di Non gioco più di Mina, per la quale la band ha ricevuto i complimenti dalla stessa Tigre di Cremona, invece, "è stato un tentativo bizzarro di misurarsi con qualcosa di lontano dalla nostra sensibilità". In ogni caso, è risultato talmente stimolante lavorare a partire da canzoni altrui, che per il futuro Cristiano non esclude un album di sole cover.

Con questa compilation, in qualche modo i Marlene Kuntz festeggiano anche i vent’anni di attività ed è allora inevitabile una riflessione su questi due decenni di musica rock in Italia: "Siamo stati parte integrante di una rinascita dell’interesse per il rock in Italia. Sembrava stessero per accadere cose cruciali. Ma la generazione successiva alla nostra forse non è riuscita a tenere in piedi questo interesse". Poi Godano corregge il tiro: "Non è colpa dei gruppi, avrà anche a che fare con la crisi stessa del disco e con le difficoltà del live: è diventato più difficile suonare dal vivo". Per finire, il futuro prossimo del gruppo: a febbraio i Marlene Kuntz chiuderanno il tour che li sta portando in giro per teatri e a fine marzo prenderà il via una nuova serie di concerti. Dopodiché, Godano e soci cominceranno a lavorare a un disco di inediti, l’ottavo della loro carriera.