Si conferma spiazzante, Franco Battiato. Recupera brani vecchissimi del suo sterminato repertorio, sferza le coscienze e maltratta quel vescovo che afferma che i campi di concentramento servivano solo per disinfestare: "Solo il fatto che siano esistiti, al di là di quello che vi accadeva, basterebbe a sputtanarlo per l’eternità". E gli dedica Il Carmelo di Echt, incluso nel recente, strordinario e commovente disco  “Fleurs 2”. La canzone cerca una risposta alla fine ha fatto Edith Stein che si ritrovò ad Auschwitz. Un altro terremoto emotivo arriva con l'ultimo dei bis, quel Povera Patria che tanto fece discutere quando, nel 1991, debuttò: tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni! Questo paese è devastato dal dolore cantava quasi vent'anni fa e la situazione non è cambiata.

Per quasi tutto il concerto Battiato resta seduto su un tappeto, al centro del palco. Si alza solo nel finale, quando aggiunge alla musica un po' di elettricità. Ha puntato su un repertorio particolare per questo viaggio in quasi 50 teatri italiani. Ha detto che gli piacerebbe, un giorno, "realizzare un disco con le mie canzoni che non sono state capite": si sta già avvicianndo alla realizzazione di codesto album. Lo indica la scaletta, che assembla Fornicazione, brano che lo vede da solo sul proscenio, Poi c'è Secondo imbrunire e quindi Era d'estate "è una stupenda canzone di Sergio Endrigo". E' entrata di prepotenza nel repertorio Inverno di Fabrizio De André: "L’ho fatta da Fabio Fazio nella serata dedicata a Faber in occasione del decennale della sua scomparsa. Sono arrivate tantissime mail e quindi è entrata in scaletta su richiesta. La trovo triste ma consolatrice". A fargli compagnia in "Live in teatro 09" una formazione curiosa: Carlo Guaitoli al pianoforte, Angelo Privitera tastiere e programmazione, Davide Ferrario chitarra e voce, e il Quartetto Italiano agli archi. Tra i pezzi più particolari c'è Casta Diva, che porta la firma del filosofo Manlio Sgalambro: è del 1998 ed "è dedicata a Maria Callas. La trovo molto interessante”. Si retrocede al 1989 con Mesopotamia che "prestai a Lucio Dalla e Gianni Morandi quando fecero il tour insieme. Morandi mi confidò che quando la eseguivano il pubblico retrocedeva". Verso la fine arrivano, tra le altre, La Cura, I Treni di Tozeur, Le Stagioni dell'Amore, Tutto l'Universo ubbisce all'amore e si chiude con L'era del Cinghiale bianco. Poi i bis: sei canzoni tra cui Segnali di Vita e quindi il finale aggressivo con Povera Patria.

Ad aprire quasi tutte le date del tour di Battiato sarà il pianista Roberto Cacciapaglia. Il pianista e compositore milanese negli ultimi tempi ha avviato un percorso artistico che lo porta a spaziare tra la musica classica e l'elettronica. E' da poco uscito con Canone degli Spazi, album straniante e dispensatore di emozioni che come è scritto nel libercolo che accompagna il disco racconta "il suono che tutto oltrepassa".

Franco Battiato in Inverno