di Marco Agustoni

Da un po' di tempo Mtv sta portando avanti la campagna Tocca a noi con l’intento di coinvolgere i giovani e di trasmettere loro la conoscenza degli strumenti di democrazia diretta. Quasi 300mila utenti, sul sito del network televisivo, hanno potuto votare una tra quattro aree tematiche (accesso alla politica, ambiente, lavoro, scuola e università) all’interno di cui formulare una proposta di legge di iniziativa popolare. L’ambito scelto è stato scuola e università, e ora tre atenei presenteranno altrettante proposte di legge tra cui il pubblico di Mtv ne sceglierà una da portare in Parlamento, previa la raccolta di 50.000 firme. All’interno di questa iniziativa, il canale musicale ha organizzato un incontro tra Lorenzo Cherubini Jovanotti e i ragazzi del Liceo Scientifico Marconi di Milano. In un’atmosfera da assemblea di istituto, Jovanotti e il vj Carlo Pastore si sono confrontati con i ragazzi, cercando di portare la discussione sull’importanza della partecipazione politica. Lorenzo, fresco di un viaggio negli USA con tappa a Washington per assistere al giuramento di Barack Obama, ha trasmesso il suo entusiasmo per quanto successo durante le elezioni politiche americane: "Negli ultimi anni è sembrato che gli Stati Uniti si stessero allontanando dai loro principi fondamentali. L’arrivo di Obama è stato un grande cambiamento, una risposta al cinismo diffuso. La sua elezione è un segno al di là di ciò che egli farà. Significa che la società è pronta per il cambiamento". Con le doti comunicative che lo hanno reso celebre e utilizzando un linguaggio prossimo a quello dei giovani con cui si è confrontato, Jovanotti ha sostenuto con forza la sua filosofia del pensare positivo: "Non sono qui per propagandare un’idea politica. Sono qui a propagandare il fatto che si può cambiare a qualsiasi livello. Noi cresciamo in un paese in cui si crede che non si possono cambiare le cose. È questa la vera sconfitta della nostra società". A sentire i giovani che intervengono durante l’incontro, sembra di percepire questo pessimismo imperante. Eppure, non tutti si scoraggiano, e anzi avvertono di non essere intenzionati a mollare. Come Darius, un ragazzo del Liceo Marconi: "Siamo attivi e non siamo stupidi. I politici non possono prenderci per i fondelli".