Il Biagio che non ti aspetti. Melodico e romantico. Altro che il rocker da palazzetti e stadi. Il tour teatrale ci mostra un Biagio Antonacci insolito, divertente e auto-ironico, che in alcuni momenti spiazza i suoi stessi fan. Che apre il suo show con una seduta psicanalitica dove uno strizzacervelli, dal quale chiunque non si farebbe portare neanche un caffè, gli diagnostica, in un crescendo di umorismo, un ipotalamo pesante. Poi in questo studio medico entra il fido Saverio Lanza, che accompagnerà Antonacci tutta la sera con le sue chitarre, e lo show decolla. Per quello che può decollare un concerto acustico venato di nostalgia: “Dopo tanti anni –racconta- volevo intimità. Volevo sentire i respiri della gente. Le mie canzoni sono nate così e mi piaceva l’idea di ricostruire l’atmosfera per i miei fan”. L’altro sfizio che si è tolto è stato, nelle oltre due ore di concerto, di suonare tanti strumenti: dalla chitarra al pianoforte, dalla batteria al bongo. Un bongo coloratissimo che appare per la prima volta sul palco con Se è vero che ci sei. Questa formula intima e crepuscolare dà ad Antonacci la possibilità di variare la scaletta ogni sera. In base agli umori e alle voglie può intervenire sulla tracklist e adattarla. E tendenzialmente ci sono circa una decina di canzoni che ogni sera posso cambiare. Il concerto alterna le canzoni alle chiacchiere. Antonacci racconta episodi della sua adolescenza, racconta di quando suonava la batteria sul divano di casa e dei viaggi estivi in Puglia a trovare i parenti. Anche la scelta dei brani è particolare. Quindi si riascoltano pezzi da intenditore. Ma non mancano Alessandra, Noi ci facciamo compagnia, Quell’uomo lì, Vivimi, Coccinella e Pazza di lei. Divertente il gioco che fa incontrare, come una partita a domino, Angie dei Rolling Stones con Angela di Antonacci. L’anima Intima del cantante milanese proseguirà fino a fine febbraio. Poi, dal 13 marzo al 9 aprile ci si ritrova nei palasport, e la sua musica torna Rock.