di Marco Agustoni

Madeleine Peyroux, cantante americana che ha cominciato la sua carriera suonando per le strade di Parigi e che col tempo si è conquistata una fama internazionale, fino ad aggiudicarsi nel 2007 il titolo di miglior artista jazz ai BBC Jazz Awards, è impegnata in questi giorni nella promozione del suo nuovo disco, Bare Bones, in uscita il 10 marzo 2009. Nel mentre, però, ha trovato il tempo per dedicarsi a una giusta causa e, la sera di giovedì 26 febbraio 2009, si è esibita al Teatro La Fenice di Venezia in un concerto a favore di SMSVenice, progetto che mira alla raccolta di fondi per il restauro della città lagunare. Siamo riusciti a parlarle poche ore prima che salisse sul palco.
Puoi dirci qualcosa in più sul significato del suo concerto a Venezia?
"E' un concerto di beneficenza a favore della Fenice e di Venezia, e devo dire che è per me un onore poter suonare per una causa di questo tipo. Ho avuto quest’occasione di salire sul palco dell’Opera, è un teatro stupendo e l’acustica è incredibile. Suonerò dei brani nuovi, ho appena finito di realizzare un nuovo album. Non vedo l’ora di poter suonare queste canzoni per la prima volta e il fatto che ciò accada a Venezia è ancora più stupefacente".
In che modo il suo nuovo album si differenzia da quelli precedenti?
"Quando ascolterete l’album, capirete. È tutto materiale nuovo e sono canzoni di un tipo nuovo. Dovete proprio sentirlo, per capire. È un album molto personale e ci tengo molto, è autobiografico".
Ha cominciato la sua carriera suonando con musicisti di strada. Cosa è rimasto di quest’esperienza nella sua musica?
"Il titolo dell’album, Bare Bones, ha a che fare con tutto ciò. Indica la necessità di scegliere la tua vita, di dare la priorità alle cose più importanti e anche decidere cosa puoi fare senza di loro. Suonare per strada è un’esperienza simile, c’è lo stesso tipo di atmosfera. Condividere arte e poesia con gente che nemmeno conosci e che non giudichi e nei confronti dei quali non hai preconcetti. Questa è stata la mia vita per molti anni, ma in fondo non penso sia cambiata".

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