di Fabrizio Basso

Diluvio universale
sugli Stadio. E dagli Stadio. Ma non c'è apprensione per nessuno quando si è protetti da Vasco Rossi, Saverio Grandi e Fabrizio Moro. Gaetano Curreri, voce e chitarra degli Stadio, coglie l'occasione dell'uscita del disco di inediti per sottolineare che la storia della band è fatta di accumuli di esperienze: "Siamo un gruppo credibile. Il nostro passato ne è la conferma. Sono trascorsi trent’anni dalla nascita dell'idea-Stadio e quindi l’abbiamo consolidata giorno dopo giorno". Gli Stadio nascono come gruppo spalla di Lucio Dalla: nel 1975 quando esce Anidride Solforosa gli Stadio sono già una realtà. Ancora di più nel 1977 con Come è profondo il mare. Nel 1979 la consacrazione "perché l'idea Stadio sboccia in quell'anno anche se l'ufficializzazione arriva nel 1981 durante il tour di Banana Republic quando proponiamo Grande figlio di puttana e l'energica Chi te l'ha detto, rispettivamente lato B e lato A del nostro primo singolo a 45 giri, che esce a fine anno (le due canzoni fanno poi parte della soundtrack di Borotalco, storica pellicola di Carlo Verdone, ndr)". Nel 1982 il primo album eponimo. Se adottiamo come data di partenza il 1979, siamo al trentennale.

Un nuovo disco abitualmente tira la volata a un nuovo tour. Per Diluvio Universale gli Stadio ribaltano le regole: "Affrontiamo subito il nostro pubblico, la strada migliore è raccontare in prima persone cosa è successo: sei teatri per un primo approccio poi partirà il vero tour". E' un disco di denuncia Diluvio Universale: "Si parte dalla confusione che registriamo nella coppia per passare alla quotidianità. Tempo fa ho visto in tivù l’aggressione a quel tizio che, a Roma, aveva centrato una macchina e una persona era morta. Ho avuto un attimo di compiacimento in quella reazione ma me ne sono vergognato praticamente subito. Chiacchiero spesso con me stesso, rientra nella mia formazione cattolica". Nonostante ciò anche verso la Chiesa la fiducia è in ribasso: "Occorerebbero più don Picchi e Don Gallo. Stanno in panchina ma quando li fai giocare, anche solo una manciata di minuti, ti fanno vincere le partite. Continuo a credere nella Chiesa perché ci sono queste persone. Chi alloggia in Vaticano è più facile notarlo in un talk show che in una mensa popolare". Diluvio Universale, pezzo che titola l'album, porta la firma di Vasco Rossi: "Nasce da un suo testo. Ci siamo fissati negli occhi e mi ha detto di farla noi perché avrebbe avuto un vestito più rock. Ha seguito la produzione in modo maniacale, come se si trattasse di un brano per un suo disco". Che pensa di Vasco protagonista al concerto del primo maggio? “E’ un lavoratore instancabile quindi è giusto che salga su quel palco. Ne sono fiero. Da amico e da fan”.