di Fabrizio Basso

Un live in una Chiesa. Carla Bissi, universalmente nota come Alice, approda a un disco dal vivo dopo quasi trent'anni di carriera. Ma lo fa come vuole lei. Nella basilica di San Marco a Milano, con un repertorio scelto e che tocca tematiche importanti, globali. A fare da collante a questo album, che è prima di tutto un percorso interiore, è l’emozione. E pur di garantirla ha deciso di accorciare Lungo la Strada Live.
Una scelta difficile e dolorosa.
Un concerto ti trasmette sensazioni che poi sono destinate a perdersi, non si fissano sul cd
In che senso sono volatili?
Quando, tempo dopo, ho riascoltato la registrazione nella quiete di casa ho avuto la conferma che certi attimi che credevo unici e irripetibili non li percepivo più. Il mio concerto conteneva tutta una parte dedicata alla preghiera che nell'atmosfera della basilica di San Marco aveva un valore. Estrapolata non si amalgamava col resto del concerto. Non è stato facile ma ho dovuto fare scelte rigorose.
Qual è dunque la direzione di questo live?
E' più esistenziale e spirituale ed evidenzia, attraverso i brani che vi ho inserito, alcune tematiche fondamentali per la nostra esistenza.
Sono scelte introspettive ma anche collegate al mondo che ci circonda.
Esattamente. Affronto la pace e la guerra: non solo nel mondo ma anche nel nostro microcosmo quotidiano. La poesia fa parte della vita e per me è linfa vitale. Il protagonista resta l’amore nelle sue mille forme. Un progetto musicale deve è un percorso di vita. Vita e musica sono per me una unica entità ed è la vita che mi ha messo in questo posto.

Il live comincia con Gli ultimi fuochi di Alice e poi ecco 1943 scritta da Di Martino e ispirata a una poesia di Else Lasker Schüler. Franco Battiato, che è uno degli angeli protettori di Alice, è presente due titoli immortali, La Cura, una delle più belle canzoni d'amore di sempre, e Prospettiva Nevski. Febbraio nasce da una poesia di Pier Paolo Pasolini. Un discorso a parte va fatto per A cchiù bella, scritta da Totò e già cantata Giuni Russo.
Un doppio omaggio, dunque.
A due immense e straordinarie persone. Giuni è anche una grande interprete e compositrice. La canzone è la quintessenza di poesia e amore. Riesce a mostrarsi delicata, sensuale e dotata di una grazia infinita. Contemporaneamente.
Parole che stonano con le difficoltà che affrontiamo ogni giorno
Ci sono tensioni forti e pressanti nell’aria: risulta difficile trovarci una apertura che permetta di attraversarle indenni. C’è chi sta perdendo il lavoro, chi l’ha già perso: come si fa a restare indifferenti? A ignorare ciò che sta accadendo? La sofferenza si respira nell’aria ma io sono dell'idea che l’essere umano ha la gigantesca possibilità di evolvere attraverso la sofferenza.
La sua carriera ha avuto passaggi bruschi.
Si è portati a dividere la mia storia in periodi. Ma per me che ci sono dentro è diverso, c'è continuità. Concordo quando qualcuno sostiene che Park Hotel e Capo Nord furono due album di rottura, ma sono tutte tappe di un viaggio, non ho punti di arrivo o di ripartenza.
Ora che il live l'ha realizzato che farà?
Ho voglia di andare in tour e sono già concentrata su altri progetti.
E' inesauribile.
Vorrei riprendere un tema che avevo già affrontato in passato quando feci dei concerti con l'orchestra sinfonica di Arturo Toscanini per il progetto Art & Decoration che comprendeva pure musiche di Fauré e Ravel. Potrebbe essere l'occasione giusta per il mio primo dvd. Viviamo nell’era dell’immagine e mi sa che prima o poi dovrò confrontarmici
L'attesa per un disco di inediti sarà lunga?
E' quasi pronto. Ma conoscendo il mio perfezionismo ci vorrà del tempo prima che ne sia soddisfatta.


Alice in Per Elisa

Alice in Prospettiva Nevski