di Marco Agustoni

I Cluster, gruppo a cappella messosi in mostra nella passata edizione di X Factor, faranno da apertura al Fiorello Show, in onda dal 2 aprile su SKY Uno. Prima di cominciare questa nuova esperienza, ci hanno concesso un’intervista. A fare da portavoce della band è Liwen Magnatta, nei Cluster dal 2005.
Parteciperete al nuovo show di Fiorello: come è nata questa collaborazione e in che cosa consisterà esattamente?
Questa collaborazione nasce l’anno scorso, quando siamo stati invitati a Viva Radio2 e abbiamo fatto una registrazione con Fiorello. Gli siamo piaciuti molto e ha deciso di richiamarci per aprire il suo show qua a Roma. Attualmente la nostra esibizione consiste nell’aprire il suo spettacolo: facciamo un pre-show, cantiamo per circa una ventina di minuti e poi Fiorello sale sul palco.
Avete avuto modo di conoscere Fiorello a livello umano, grazie a questo incontro artistico?
Non abbiamo ancora avuto modo di stare con lui per più di quindici minuti, quindi non possiamo dare un giudizio approfondito, ora come ora. Possiamo dire che è molto divertente e ci ha preso in simpatia, perciò quando ci vediamo scherziamo e ridiamo.
State lavorando a un nuovo album, dopo il vostro mini-cd Enjoy the Silence?
Stiamo lavorando al nostro terzo album, che ancora non sappiamo come si chiamerà. Siamo ancora in fase di registrazione e dovrebbe uscire tra uno o due mesi. Questa volta abbiamo deciso di fare un po’ più di brani inediti (Enjoy the Silence conteneva quattro cover e due canzoni inedite, ndr), infatti saranno circa metà e metà, i brani nostri e le cover, e tra queste ultime abbiamo scelto molti pezzi jazzistici. Ad esempio ci sarà The Island di Ivan Lins, che però non sarà fatta in inglese… ma non voglio aggiungere altro, sarà una sorpresa.
Non avete mai avuto la tentazione di utilizzare strumenti musicali?
Eh no, se no che divertimento ci sarebbe? È troppo facile con gli strumenti. Gli strumenti ce li suoniamo a casa per sfogarci, ma con i Cluster non si può.
Come andavano le cose per i Cluster prima del successo televisivo di X Factor e della collaborazione con Fiorello?
Prima facevamo concerti, ma molti meno ovviamente, perché la musica a cappella era collocabile solo in festival o in poche altre occasioni. Ma parliamo di concerti molto più ristretti rispetto ad adesso. Noi però siamo andati avanti a registrare, abbiamo fatto le nostre cose e ce ne siamo fregati. Poi ci è capitato X Factor, con Morgan che è un grande e ha capito subito la nostra musica. Da lì, una soddisfazione dopo l’altra…