E’ una celebrazione del progresso, del trionfo della scienza. Ma anche un inno alla libertà e all’amicizia di tutti i popoli. Il Ballo Excelsior è un balletto (in sei parti e dodici scene) di Luigi Manzotti, sulla musica di Romualdo Marenco e con le scene di Alfredo Edel. E’ andato in scena per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano nel 1881 riscuotendo subito un grande successo.
Nel 1885 fu così rappresentato per la prima volta fuori dall’Italia, a Vienna, rimanendo poi fino ai primi anni del XX secolo nel repertorio delle compagnie europee. Nel 1967 è stato riallestito da Ugo dell’Ara per il Maggio Musicale Fiorentino e ripreso dal Teatro alla Scala nel 1974 ritornando definitivamente in scena.
E’ tutt’oggi un classico del repertorio, capace di restituire l’atmosfera di un’epoca ormai lontana.

L’idea base è l’esaltazione della nascita della civilizzazione dell’umanità, del progresso fatto in quegli anni nello sviluppo tecnico. Il balletto è costruito a quadri che ripercorrono le invenzioni di quel periodo: dalla nave e il ponte di ferro all’elettricità, dal telegrafo alla costruzione del Canale di Suez e del Tunnel del Moncenisio. Tutta la storia dello sviluppo tecnologico scorre fino alla sconfitta dell’Oscurantismo e il trionfo della Luce e quindi del Progresso e della Civiltà. Trionfo celebrato in un’apoteosi che riunisce tutte le nazioni del mondo. L’Excelsior è un esempio del “gran ballo” all’italiana. E’ una coreografia pomposa, con scene e costumi sontuosi. Se si pensa che nel 1881 in scena c’erano circa 500 persone, tra animali e uomini ci si può fare un’idea.

Nell’estratto, tratto dallo spettacolo messo in scena al Teatro alla Scala e andato in onda su Classica (canale 728 di SKY), la prima ballerina Marta Romagna interpreta la Luce che lotta con l’Oscurantismo.

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