di Fabrizio Basso

Dare voce a uno straordinario sforzo volto a ispirare pace attraverso la musica e di mettere in contatto musicisti di tutto il mondo, inclusi quanti vivono in realtà conflittuali: ecco la finalità di Playing For Change – Songs Around the World, uno speciale CD, con dieci tracce, e DVD, con sette, cinque delle quali sono versioni live in video di altrettante canzoni. Nel DVD si trovano anche il trailer di un documentario di prossima pubblicazione e informazioni di vario genere, il tutto dedicato alla PFC Foundation. Già vincitore di Grammy, il produttore/tecnico del suono Mark Johnson ha viaggiato con il suo team di Playing For Change per un decennio, guidato dalla passione per l’idea di unire il mondo attraverso la musica. L’ambizioso percorso li ha condotti dal Sud Africa del dopo-apartheid passando per le antiche strade del Medio Oriente, fino alla remota bellezza dell’Himalaya e oltre. Grazie a innovative attrezzature digitali portatili, la squadra PFC ha filmato e registrato più di cento musicisti, in larga parte all’aperto in piazze, parchi, strade, spesso sterrate, e villaggi. Ogni performance ripresa creava un nuovo mix in cui in sostanza ogni musicista interagiva con gli altri, a dispetto della distanza di centinaia o migliaia di chilometri che separava gli uni dagli altri. Abbiamo incontrato Mark Johnson a Milano.
Come è nato il suo progetto?
Un viaggio nelle musiche del mondo. L'idea mi è venuta dieci anni fa, ed è da quattro anni che sono in giro per il mondo. Mi stavo recando agli studi di registrazione, quando sotto la metropolitana di New York ho visto due monaci che stavano suonando due strumenti a corda mai visti prima. Almeno duecento persone si sono fermate  ad ascoltarli, dimenticandosi di prendere il treno. Qui ho capito quale immenso potere ha la musica.
Non deve essere stato facile gestire un progetto così ambizioso.
Avendo pochi soldi, all'inizio era difficile muoversi dagli Stati Uniti. Successivamente, quattro anni fa, anche e soprattutto grazie alla tecnologia ho iniziato a girare per il mondo alla ricerca di artisti cui proporre di partecipare al mio progetto musicale.
Come li ha trovati?
La mia ricerca, fatta anche grazie ha internet, voleva individuare musicisti di diverse nazionalità, dal Sudafrica al Nepal, che però suonassero strumenti in grado di poter essere suonati insieme. Nel mio percorso ho incontrato musicisti fantastici, nessuno dei quali ricco o famoso. Tutti artisti di strada amanti della musica.
E' stato impegnativo convincerli?
La difficoltà principale del progetto è stato far capire quali fossero le mie intenzioni ai musicisti incontrati. Una volta spiegato il progetto, hanno aderito tutti senza condizioni.
Dove ha trovato terreno fertile e dove difficoltà?
Ho trovato tantissimi musicisti in Europa, soprattutto a Barcellona. Il luogo che mi ha dato maggiori problemi è stata la Palestina, dove le persone sono fantastiche, ma il conflitto in corso rende tutto più difficile.
Qualcuno che l'ha colpita particolarmente?
Uno dei miei musicisti preferiti è il chitarrista Roberto Luti, conosciuto a New Orleans. Trovo che sia il miglior chitarrista che
abbia mai incontrato nella mia vita
Perché Playng for Change?
Nello slang americano suonare per la mancia, tipico degli artisti di strada. Però significa anche suonare per cambiare ed è quello che stiamo cercando di trasmettere. Questo progetto è solo un piccolo esempio di quello che la musica può fare. Abbiamo registrato praticamente ovunque, nei bar per le strade. Tutti i musicisti che ho incontrato rappresentavano la cultura musicale del proprio paese, a prescindere dallo stato in cui li ho conosciuti. Alla fine credo di aver messo insieme la band più incredibile di tutto il pianeta. Musicisti che credono nel potere della strada. Noi apparteniamo alla razza umana, prima di appartenere a ciò che ci rende differenti come il colore della pelle.
Missione compiuta, dunque.
Grazie a questo progetto abbiamo anche creato una fondazione che raccoglie fondi per la costruzione di scuole di musica in tutti i posti dove siamo stati.