di Fabrizio Basso

L’Electric Jam di Pino Daniele va in tour. In Italia e all'estero. Non per nulla è un European Tour. Debutta il il 19 aprile 2009 a Genova. Prima del via ufficiale ce n'è stato uno ufficioso: quattro date, tutte esaurite, al Blue Note di Milano. Ed è lì che lo abbiamo visto. Semi clandestinamente. Suonano con lui Vinnie Colaiuta e Alfredo Golino alla batteria, Nathan East e Alfredo Paixao al basso, Gianluca Podio al piano e tastiere e Greg Mathieson al piano e hammond. E' uno spettacolo di emozioni e colori, che si basa su una scaletta ben strutturata, che va a toccare tutti i suoi brani storci senza per questo emarginare il neonato Electric Jam”, presente con sei canzoni tra cui Il sole dentro di me realizzata con J-Ax. Che la serata può essere realmente speciale è evidente già dopo i primi tre brani, che sono Quando, del 1991, Napul’è del 1977 e la fresca Il sole dentro di me.

Pino Daniele giganteggia. Ipnotizza il pubblico. La chitarra è viva tra le sue dita. I virtuosismi che si concede si traducono in belle sensazioni. Vibrano i polsi qualndo la sua voce fioca ma penetrante si libra nell'aria. Percorre la via dei sentimenti, liberando la sua anima beat. Sul palco c’è quello stesso ragazzo che ascoltava Jimi Hendrix e i Doors. Ci sono echi di Roberto Murolo e Roberto De Simone, che rammentano le sue radici partemopee. Ma ora si va oltre. E il futuro, almeno quello prossimo, è un ritorno al Beat. Ascoltere Amore senza Fine (1981) eseguita con la sola tastiera: straniante. La batteria solitaria di ’O Scarrafone è straordinaria. Così come sono straordinarie le sue canzoni in vernacolo al punto da ammettere che forse oggi non riuscirebbe a ripetersi. Il concerto termina con Yes I know my Way. Ma l'ultima nota, a meno che non cambi scaletta in corsa, si spegne su Che Dio ti benedica. Che è qualcosa di più di una canzone. E' una benedizione per noi tutti.


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