di Fabrizio Basso

Stefano D’Orazio se ne va. Dopo 38 anni i Pooh (guarda la fotogallery) perdono il loro batterista. Nessun commento ufficiale, per ora. Dodi Battaglia, Roby Facchinetti, Red Canzian e lo stesso D'Orazio parleranno in una conferenza stampa il 17 aprile 2009. Di certo c'è che il divorzio non sarà immediato: infatti prima di dirsi addio faranno ancora un disco, in uscita l'8 maggio 2009, e un tour, che debutterà il 24 luglio 2009. Questi particolari fanno supporre che l’uscita fosse programmata, si vocifera addirittura che la decisione D'Orazio l'abbia presa un anno fa. Che farà? Probabilmente smetterà di suonare. Prima di lui solo Riccardo Fogli aveva osato tanto: optò, ed era il 1972, per una carriera da solista e per amare Viola Valentino. Si sono verificati altri abbandoni, ma nessuno fece scalpore come quello di Fogli. Valerio Negrini, detto il quinto Pooh, suonò dal 1966 al 1971 per poi trasformarsi in autore. E ancora Mauro Bertoli voce e chitarra dal 1966 al 1967; Gilberto Faggioli basso elettrico nel 1966; Bob Gillot impiegato alle tastiere solo nel singolo Vieni Fuori del 1966;Mario Goretti voce e chitarra dal 1966 al 1968.

I Pooh si formano nel 1966 ma l’attuale formazione arriva nel 1973. Stefano D’Orazio, nato a Roma il 12 settembre 1948 e diventa un Pooh nel 1971. Esordisceè nell’album Alessandra del 1972. La batteria è una passione che sboccia sui banchi di scuola e gli serve per fare colpo sulle ragazza: non lo smentisce mai. La sua attività musicale inizia con un gruppo di matrice Beat ribattezzato I Kings e subito si tolse il vezzo di incidere il nome sulla cassa della batteria usata che aveva comperato. Si mormora che la band da cui l’acquistò si chiamasse allo stesso modo: quindi più che un vezzo sarebbe un abile riciclo. Poco dopo I Kings diventano The Sunshines e cominciano a intrattenere il pubblico nelle cantine di un locale della periferia romana. Terminata questa esperienza entra a far parte dei Naufraghi, che vengono abbandonati dal proprio impresario durante un tour nel Sud Italia e sono costretti a rientrare a Roma. Il gradino successivo si chiama The Planets, cui seguoni Pataxo and the Others e infine Il Punto, con i quali lavora a una colonna sonora che sfocia in un 45 giri. Insomma una partenza irrequieta. Musicalmente parlando. Sua anche la gestione del settore manageriale, non ha mai negato di essere un appassionato di marketing. Un elemento difficile da sostituire. E ingombrante. Ma il vero interrogativo è: quale futuro per i Pooh?

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