di Fabrizio Basso

Era la candidata numero uno alla vittoria finale di X Factor. Le è sfumata tra le dita. Ma è la vincitrice morale. Per alcuni. Per altri sono i Bastards Sons of Dioniso. Noemi, all'anagrafe Veronica Scoppellitti, ha una anima punk, una vita sgregolata ("Mi sentivo un criceto in laboratorio") e una energia irrefrenabile. Ha 27 anni ma non li dimostra. Sembra più bimba. ma lo sembra solo. Il 24 aprile 2009 è uscito il suo primo album, porta il suo nome e contiene sei pezzi.
Allora, finalmente il disco.
E' un sogno che si avvera. Ci sono tutti pezzi che arrivano dal mio passato. Tra gli altri c'è Briciole che io presentai a un Sanremo Lab ma a Pippo baudo non piacque e quindi non se ne fece nulla.
Quanto è stato importante X Factor?
Tantissimo. Ma bisogna anche tenere presente che la musica non è solo X Factor. Serve a farsi conoscere ma poi la vera battaglia è fuori dal reality, nella vita quotidiana. E io spero di affrontare questo match col piglio giusto. Ho una gran voglia di fare dei concerti. Soffro di protagonismo, mi piace troppo stare sul palco.
Le sue basi musicali?
Devo molto ai miei genitori che mi hanno svezzata con Barry White, Janis Joplin, Guccini, De Gregori, Battisti, Joe Cocker, Beatles. Anche i Duran Duran. E pure Ivano Fossati, anche se è una conoscenza più recente che devo a Morgan.
Un sogno realizzato, ne ha altri?
Mi piacerebbe collaborare con i veri diamanti della musica italiana. Dicevano che noi di X Factor siamo diamanti grezzi. Non lo so se è vero ma quelli che brillano davvero sono Fossati, Morgan, Guccini, De Gregori, Vasco. Vorrei fare qualcosa con loro: se devo affogare, giusto che avvenga nell'acqua alta.
Ha spesso cantato in inglese, come mai il disco è tutto made in Italy?
In questo momento ho nel cuore la nostra lingua. Ma è vero, prima di entrare a X Factor sono sempre ricorsa all'inglese. Sono contralto, mi riesce bene. Soprattutto partendo da brani maschili.
Deve molto a Morgan?
Senza di lui non sarei così cresciuta. All'inizio ero riluttante a seguire i suoi insegnamenti. Invece ha saputo stravolgermi, tirare fuori da me un qualcosa che possedevo ma solo a livello embrionale. Ha seguito la mia indole.
E' partita da un look casual per poi presentarsi anche elegante in alcune serata.
Sono una figlia dei fiori. Vivo con naturalezza e sono un po' sconvolta anche se credo che i veri sconvolti siano quelli che sono troppo normali. Però mi hanno insegnato a camminare sui tacchi.
Se non avesse fatto la cantante?
Sono diplomata al Dams su studi critici e tecnici del cinema. Forse avrei lavorato in una produzione cinematografica.
Ma così non è andata. Musica maestro, Noemi sta per cantare.


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